CREDITO AL CONSUMO E FINANZIAMENTI

Prestiti e Finanziamenti: cosa sono

Si definiscono prestiti o finanziamenti personali o credito al consumo quei finanziamenti erogati in un’unica soluzione a favore di privati per necessita’ finanziarie connesse all’acquisto di beni o servizi.

credito al consumo

I prestiti normalmente:

  • non hanno in genere una destinazione d’uso obbligatoria
  • hanno scadenza determinata
  • durata massima 60 mesi (eccezionalmente estensibili fino a non oltre 7-10 anni)
  • di norma non prevedono rilascio di garanzie reali (pegno o ipoteca immobiliare)
  • possono richiedere garanzie accessorie (fidejussioni personali di terzi garanti)
  • sono caratterizzati da piani di rimborso a rate periodiche posticipate (normalmente a cadenza mensile, ma talvolta anche trimestrali o semestrali)

Rate Prestiti Personali e Mutui

Ogni singola rata del prestito personale e’ costituita da una quota di capitale ed una di interessi e normalmente viene pagata entro la data di scadenza tramite bollettino postale (infatti non sarebbe tecnicamente necessario aprire un c/c nella banca erogante) o mediante bonifico bancario.

Come avviene per i mutui la quota di interessi, man mano che si procede col rimborso, diminuisce e aumenta la quota di capitale. Questo rende generalmente svantaggioso estinguere anticipatamente il finanziamento prima della meta’ della sua durata.

Prestiti e finanziamenti: il TAEG

Il costo di un prestito personale o di un finanziamento in genere e’ determinato dal pagamento degli interessi alla banca finanziatrice.

prestiti personali taeg

Il prestito puo’ essere a:

  • tasso fisso
  • tasso variabile

Qualora venga adottato un tasso fisso esso resta invariato per tutta la durata del piano di ammortamento, mentre se il tasso e’ variabile occorre concordare un parametro di riferimento oggettivo al quale verra’ aggiunto lo SPREAD della banca, che costituisce il guadagno della banca.

Con il termine Taeg si intende il Tasso Annuale Effettivo Globale che rappresenta il costo finale del prestito per il cliente ed e’ comprensivo di tutte le spese e commissioni accessorie (eventuali spese pratica, spese o commissioni per il pagamento rate etc.)

Credit Scoring – Valutazione di capacita’ credito

Il Credit Scoring e’ un sistema di valutazione adottato da molte banche e intemediatori finanziari per attribuire un rating al richiedente sulla base della sua capacita’ di rimborso e, per contro, del rischio di insolvenza che la banca sta andando ad assumere.

finanziamenti mutui

Le informazioni utilizzate per questo processo sono
–quelle relative al richiedente, reddito, spese, etc.
–quelle relative alla tipologia di finanziamento richiesto, all’importo e alla durata
–quelle relative alla posizione del richiedente verso il sistema finanziario (credit history, altri debiti etc.) verificabile anche attraverso l’accesso a supporti di Banca d’Italia come la Centrale Rischi Private (schedario Crif-Centrale Rischi Intermediazione Finanziaria).

PRESTITI PERSONALI CATTIVI PAGATORI

Prestiti Personali Cattivi Pagatori Premesso che la qualifica di buon o cattivo pagatore oltre che da vari fattori come il reddito o l’esistenza di altri impegni finanziari viene anche attestata da quanto puo’ emergere dalle banche dati come:

  • la Centrale Rischi gestita dalla Banca d’Italia che censisce finanziamenti di importo superiore a 75.000 euro
  • la Sia altra Centrale Rischi che sotto la vigilanza di Bankitalia censisce finanziamenti tra i 30.000 e i 75.000 euro
  • altre Centrali rischi private che censiscono finanziamenti sotto i 30.000 euro

centrali rischi cattivi pagatori

Centrale Rischi Cattivi Pagatori

Le centrali di rilevazioni sopra indicate conservano eventuali stati di insolvenza o anche i ritardi nei pagamenti delle rate per un periodo massimo che la legge stabilisce in 3 anni.

Sempre per quanto riguarda i prestiti personali a cattivi pagatori, esiste poi il SIC Sistema Informazioni Creditizie che attraverso lo scambio di informazioni tra banche e intermediari finanziari, solo per finalita’ di tutela del credito, sui finanziamenti chiesti ed erogati e sulla puntualita’ nell’assolvimento degli impegni, sia per crediti personali che per fidi, carte di debito.

Indichiamo qui di seguito i tempi di conservazione negli schedari degli eventi pregiudizievoli o meno:

  • Richiesta di Finanziamento: 6 mesi
  • Morosita’ di due rate o ritardo di due mesi nel pagamento, poi sanato: 1 anno
  • Morosita’ superiori poi sanati: 2 anni
  • Morosita’ gravi non sanati: 3 anni
  • Decorso regolare di finanziamenti: 3 anni

Prestiti Personali Protestati

Detto quanto sopra e’ opportuno precisare che spesso i cattivi pagatori vengono assimilati ai protestati, mentre magari si tratta semplicemente di ritardi dovuti a difficolta’ temporanee, poi sanati o addirittura a ritardi per cause di forza maggiore.

La cancellazione dalle blacklist e’ possibile solo in presenza di truffe e anche se e’ possibile chiedere l’aggiornamento della propria posizione dopo l’avvenuta regolarizzazione, spesso e’ difficile comunque ottenere un nuovo finanziamento prima che siano decorsi i tempi di legge (vedi sopra).

Fortunatamente, visto il proliferare di persone estremamente corrette che pero’ a causa della crisi economica o di sopraggiunte difficolta’ ha fatto fatica a far fronte alle scadenze, molte organizzazioni e anche alcune banche si sono rese disponibili a valutare la possibilita’ di accordare a costoro finanziamenti.

prestiti personali cattivi pagatori

Prestiti Personali Cattivi Pagatori

Su internet sono disponibili molti siti che consentono di fare un preventivo su misura anche per cattivi pagatori o addirittura per gente che ha subito un protesto.

E’ importante saper scegliere perche’ se e’ vero che per queste categorie il costo e’ ovviamente un po’ piu’ elevato, non per questo si deve soggiacere a soprusi.
Quindi un attento esame delle proposte di prestiti personali presenti sul mercato e’ quanto mai auspicabile.

Ovviamente non dimenticate di sfogliare tutte le risorse che abbiamo creato oltre alla guida su come ottenere un prestito.

PRESTITO PERSONALE

PRESTITO PERSONALE Si tratta di una delle principali forme di finanziamento che ci vengono fornite per l’acquisto di una casa.

prestito personale

Se l’importo del finanziamento necessario e’ molto contenuto rispetto al totale, se si possiede cioe’ quasi tutto l’importo, ma manca qualcosa per arrivare al totale, potrebbe essere sufficiente chiedere ad una banca un Finanziamento Rateale, il cosiddetto Prestito Personale (durata max 60 mesi, con rimborso attraverso rate mensili) per il cui ottenimento viene valutata dalla banca la capacita’ di rimborso del richiedente e che non prevede di solito l’iscrizione di ipoteca ne’ la costituzione di pegno, ma solo eventualmente il rilascio da parte del richiedente di una garanzia personale (fidejussione).

prestito personale mutuo

Come abbiamo detto, il Prestito Personale e’ solo una delle forme di finanziamento disponibili, in caso di una maggiore richiesta di liquidita’ sara’ necessario richiedere alla banca un mutuo ipotecario.

Per sapere come ottenerne uno, consultate la nostra guida su come ottenere un prestito personale.

Invece, per richiedere un prestito visitate la sezione apposita su Agos Ducato.

MUTUO IPOTECARIO

MUTUO IPOTECARIO Consiste in una delle modalita’ alternative che ci fornisce la possibilita’ di acquistare una casa.

mutuo ipotecario

Se la liquidita’ disponibile per l’acquisto della casa copre solo una piccola percentuale (20-30% del valore dell’immobile) si rendera’ necessario chiedere alla banca la concessione di un mutuo ipotecario la cui durata puo’ arrivare a 30 anni e che prevede il rimborso attraverso rate generalmente semestrali (ma anche mensili) costituite da una quota di capitale ed una quota di interesse.

Questa forma di finanziamento prende il nome di mutuo ipotecario in quanto oltre alla valutazione della capacita’ di rimborso del richiedente, alla banca viene offerta la garanzia ipotecaria sull’intero immobile.

mutuo ipotecario rate casa

Con riferimento a quanto appena detto, va sottolineato che la stessa Banca d’Italia prescrive che le banche basino la loro istruttoria di fido per la concessione di un mutuo principalmente sulla capacita’ di rimborso del richiedente in quanto la garanzia ipotecaria e’ da intendersi solo come estrema fonte di rimborso per la banca in caso dovessero sopraggiungere eventi straordinari che impediscano il regolare rimborso del finanziamento da parte del mutuatario.

Per maggiori informazioni vi consigliamo di consultare l’articolo su come chiedere un mutuo.

ACQUISTO PRIMA CASA

ACQUISTO PRIMA CASA Comprare casa e’ sicuramente una delle maggiori aspirazioni per tutti, in quanto la casa e’ sinonimo di stabilita’ e sicurezza, ma come si puo’ finanziare l’acquisto di un immobile?

acquisto prima casa

Una volta che si e’ trovata la casa che possiede i requisiti di nostro gradimento, si pone il problema di come pagarla sfruttando gli ausili finanziari che abbiamo a disposizione.

Molto raramente si possiede l’intera somma necessaria per l’acquisto della prima casa, infatti molto piu’ spesso avviene che si riesca a coprire solo una parte e per arrivare al totale del prezzo richiesto si deve ricorrere ad un finanziamento bancario.

mutuo acquisto prima casa

Per approfondire sulle tipologie di finanziamenti disponibili potete consultare le risorse che abbiamo creato appositamente sull’acquisto della prima casa, in particolare facendo distinzione tra un finanziamento rateale detto prestito personale ed il mutuo ipotecario.

MUTUO CASA, COME CHIEDERE UN MUTUO

Se abbiamo intenzione di acquistare una casa e ci occorre un mutuo per integrare la cifra necessaria per l’acquisto, dovremo necessariamente rivolgerci ad una banca.

mutuo casa

Come richiedere un mutuo

Prima di entrare in una filiale e chiedere dell’addetto al mutuo o del direttore forse occorre fare mente locale a quello che effettivamente ci serve e quello che vogliamo.
Vi sono alcune domande preliminari che dobbiamo farci:
1) quanto ci serve per arrivare alla cifra necessaria?
2) quanto e’ la cifra massima che siamo disposti a pagare ogni rata, sia che sia mensile, trimestrale o semestrale
3) quale e’ la durata del piano di ammortamento

come chiedere un mutuo

Mutuo a tasso fisso, variabile o misto

Poi ci sono ovviamente molte altre domande che ci dovremo porre quando chiediamo un mutuo, ma queste altre possono venire dopo oppure possono essere poste alla banca, come tipo di tasso (fissovariabile o misto), parametro di riferimento (Irs, euribor etc), valuta del finanziamento (Euro o altre divise), accessori come l’assicurazione, la possibilita’ ed il costo per convertire un mutuo a tasso variabile in fisso o viceversa, etc.

Ma la prima domanda e’ sicuramente questa:
che cosa e’ un mutuo?

Come recita il Codice Civile (art 1813) il Mutuo e’ un contratto con il quale una parte (mutuante) in genere una banca, consegna all’altra parte (mutuatario) una determinata quantita’ di denaro o altre cose fungibili e quest’ultima si obbliga a restituire, entro un determinato periodo di tempo (in genere da 5 a 30 anni), altrettante cose della stessa specie e qualita’.

Col termine mutuo si e’ soliti definire ogni tipo di prestito (per informazioni su questo argomento vi consiglio di visitare l’articolo dedicato al prestito personale e la guida ai prestiti personali), sia quelli di modesta entita’ tra due persone, che quelli, in genere piu’ impegnativi, con un Istituto di Credito per l’acquisto di un immobile.

Mutuo casa

mutuo

Come e’ intuibile il termine mutuo caratterizza piu’ propriamente quest’ultimo tipo di operazione che tipicamente e’ quella che consente a chi non dispone dei mezzi finanziari per procedere ad un acquisto di farseli prestare a titolo oneroso cioe’ impegnandosi a restituire sia il capitale che gli interessi che saranno maturati per il periodo in cui si usufruisce del denaro.

Contratto di Mutuo

Il relativo Contratto di Mutuo che viene stipulato generalmente con una banca o una societa’ finanziaria e’ costituito da un insieme di clausole e di definizioni che servono a regolare i rapporti che si vengono ad instaurare tra le parti contraenti, sia gli obblighi che i diritti.
Non sempre esse sono di facile comprensione, ma e’ assolutamente indispensabile che il significato di ciascuna sia ben chiaro al contraente (in particolare al mutuatario) perche’ da esse spesso derivano oneri e diritti anche rilevanti.
Alcune di tali clausole, data la loro importanza, richiedono una doppia firma e a tale scopo vengono reiterate in calce al contratto e devono essere sottoscritte per espressa accettazione.

Durante la stipula di un Contratto di Mutuo e’ presente una terza figura, il Notaio, professionista a cui e’ demandato l’onere di garantire l’equilibrio contrattuale, l’identificazione dei firmatari e, se trattasi di compravendita immobiliare (che avviene contestualmente alla stipula) alla veridicita’ di quanto contenuto nell’Atto.

CONSULENZA LEGALE, CONSULENTI LEGALI ONLINE

CONSULENZA LEGALE, CONSULENTI LEGALI ONLINE Per chi svolge un’attivita’, chi avvia un’iniziativa, chi sta per concludere un affare, o anche solo per essere informati su argomenti di natura giuridica, tributaria, costituzionale, commerciale, per problemi di contabilita’, per conoscere il significato di termini giuridici o comunque tecnici o ancora per sapere come funziona la burocrazia per aprire una ditta oppure come si puo’ avviare una pratica per ottenere un finanziamento agevolato nel settore agricolo o qualsiasi altro piu’ disparato argomento, ecco che tornano utili alcune pagine di internet dove e’ possibile formulare i propri quesiti e avere, spesso a titolo gratuito, delle esaurienti risposte che svolgono una funzione simile alla consulenza legale normale.

Consulenza Legale Online

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Come sempre occorre ponderare le risposte che si ottengono e farne un utilizzo razionale.
Infatti, soprattutto per i servizi free e on line (consulenze legali gratuite), non puo’ essere accettata ‘tale quale’ la risposta senza averne prima verificata l’attendibilita’.
Cio’ evidentemente vale ancor di piu’ qualora su tale risposta intendessimo basare un nostro programma di investimento o assumere impegni o vincoli di un certo peso.
Diverso e’ il discorso, ove si tratti di consulenze legali online a pagamento che vengono fornite da professionisti ed avvocati online.

consulenti legali

GUIDA AI PRESTITI PERSONALI, TASSI, RATE E FINANZIAMENTI

GUIDA AI PRESTITI PERSONALI

APERTURA DI CREDITO – Si tratta di un intervento fiduciario col quale una banca mette a disposizione di un cliente una determinata somma tramite una linea di credito utilizzabile in una unica o piu’ soluzioni. Il cliente si impegna a restituire alla scadenza (se viene fissata) o dietro richiesta della banca (se si tratta di linea a revoca) il capitale, mentre gli interessi normalmente vengono regolati periodicamente.

A.B.I. – Associazione Bancaria Italiana. E’ l’associazione di cui fanno parte le banche operanti sul territorio nazionale.

ASSOFIN – Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare. Ne fanno parte i principali operatori finanziari qualificati del settore del credito al consumo e dei finanziamenti immobiliari.

Per maggiori informazioni : www.assofin.it

CENTRALE RISCHI – Conosciuta come C.R. e’ un servizio accentrato della Banca d’Italia che raccoglie dalle banche e dalle finanziarie tutte le informazioni sulla posizione creditizia dei soggetti censiti. Tali dati vengono resi a loro volta disponibili alle banche, alle finanziarie e alle assicurazioni per consentire loro di monitorare la qualita’ del credito.

CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO – E’ una forma di finanziamento o prestito personale riservato ai lavoratori dipendenti, erogato in unica soluzione a tasso fisso e con rimborso rateale mediante rate costanti pari e non superiori alla quinta parte della retribuzione che vengono mensilmente trattenute dal datore di lavoro sulla busta paga secondo un piano prestabilito.

CONSUMATORE – E’ persona fisica che acquista e utilizza beni e servizi senza finalita’ imprenditoriali, ma per uso e consumo proprio o del proprio nucleo familiare.

CREDITO AL CONSUMO – Si tratta di concessione di credito sotto forma di finanziamento rateale o dilazione di pagamento concesso a persona fisica per necessita’ non connesse alla propria attivita’ professionale.

FIDO – Limite massimo consentito per l’utilizzo a valere su una apertura di credito in conto corrente o di una linea di credito concessa su carte di credito

FINANZIAMENTO RATEALE – Prestito finanziario rimborsabile mediante rate dilazionate come da piano concordato.

GARANZIA – Contropartita offerta dal debitore al finanziatore in relazione ad una linea di credito o di un prestito. Il creditore/finanziatore puo’ rivalersi sulla Garanzia qualora il debitore fosse insolvente o non rispettasse i termini del finanziamento. Si distinguono Garanzie Personali quando si tratta di fidejussione o firma di coobbligazione e Garanzie Reali quando oggetto della garanzia e’ un pegno su denaro o cose o una ipoteca su beni immobili o mobili registrati.

INSOLVENZA – Si definisce Insolvenza il mancato o ritardato rimborso di una o piu’ rate di un Finanziamento o di un Prestito

INTERESSI DI MORA – E’ la penale che viene concordata alla firma del contratto ed espressa in percentuale che deve essere corrisposta dal debitore al finanziatore in caso di ritardato pagamento di una rata.

INTERESSI USURAI – Sono i tassi soglia oltre i quali un tasso e’ considerato di usura ed e’ contro la legge. La tabella contenente i tassi usurai viene periodicamente aggiornata dalla Banca d’Italia e riguarda finanziamenti per mutui, conto corrente, leasing e le varie tipologie di intervento di finanziamento.

PIANO DI AMMORTAMENTO – Prospetto finanziario parte integrante del contratto di finanziamento rateale dove vengono riportati per ogni periodo di rimborso l’importo della rata ripartito in quota capitale e quota interessi, debito estinto e debito residuo.

PRESTITO PERSONALE – Viene cosi’ definito un finanziamento erogato in unica soluzione con rimborso rateale secondo un piano di ammortamento a rate costanti e normalmente non prevede garanzie reali.

RATA – Importo corrispondente alla dilazione pattuita del rimborso di un finanziamento o di un prestito o di un mutuo come specificato nel piano di rimborso. Normalmente comprende una quota capitale ed una quota di interessi maturati.

TAEG – Tasso Annuo Effettivo Globale. E’ un indice, espresso in percentuale, del costo complessivo annuo di un finanziamento o di un Prestito. Comprende spese di apertura pratica e spese varie, non sono invece comprese le tasse ed eventuali spese notarili.

TAN – Tasso Annuo Nominale. E’ il tasso di interesse espresso in percentuale su base annua. Non comprende oneri provvigioni spese imposte.

TEG – Tasso Effettivo Globale. Indice espresso a termini di Legge che ricomprende tutti gli oneri finanziari, commissioni, spese, escluso le tasse ed il costo per polizze assicurative, espresso su base annua.

TASSO ZERO – Termine che indica i finanziamenti a TAN zero utilizzati soprattutto dai rivenditori di auto e motoveicoli e nel campo dell’arredamento durante campagne promnozionali. Gli interessi non vengono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla banca finanziante (o ripartito tra loro).

TFR – Trattamento di Fine Rapporto. Si tratta di una somma che viene accantonata dal datore di lavoro per conto del proprio dipendente e che viene versata a quest’ultimo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Quest’elenco e guida ai prestiti personali serve per conoscere meglio i termini bancari che vengono solitamente utilizzati quando si parla, appunto, di prestiti personali.

Se invece siete di fretta e volete un riferimento ad una societa’ di prestiti andate alla sezione dedicata ai prestiti di Agos Ducato dove in pochi attimi potete fare una richiesta.

PRESTITI PERSONALI, COME OTTENERE UN PRESTITO PERSONALE

PRESTITI PERSONALI, COME OTTENERE UN PRESTITO PERSONALE Districarsi nel panorama dei Prestiti Personali o dei Finanziamenti Rateali e’ difficile in quanto ci sono sul mercato moltissime offerte e non sempre e’ facile capire quali sono le reali condizioni e fare dei raffronti significativi.

Prestiti Personali

prestiti personali

Intanto quando si parla di Prestiti normalmente ci si riferisce ai CREDITI PERSONALI o PRESTITI PERSONALI che vengono concessi dalle banche o dalle societa’ finanziarie.

Finanziamenti Prestiti Personali, Come Ottenere un Prestito Personale

prestiti personali finanziamenti

In pratica si tratta di forme di finanziamento nelle quali non e’ necessario per il richiedente fornire dettaglio o documentazione attestanti le spese che si intendono effettuare con quei fondi.

Normalmente i finanziamenti per i prestiti personali sono a tasso fisso, con rate costanti per lo piu’ a cadenza mensile e non e’ previsto il rilascio di alcuna garanzia reale a condizione che sia possibile dimostrare di avere un reddito da lavoro dipendente, e che si e’ maturata una certa anzianita’ (in modo che la possibilita’ di rivalersi sulla liquidazione costituisca una garanzia accessoria per il finanziatore).

Il pagamento delle rate per i prestiti personali di norma puo’ avvenire mediante versamento su un conto corrente postale o piu’ ricorrentemente mediante addebito sul conto corrente bancario della banca finanziatrice.

Quest’ultima forma ovviamente e’ preferita dalle banche e garantisce una maggior speditezza nell’iter deliberativo.

Prestiti Personali Bancari, Banca Intesa SanPaolo

come ottenere prestito personale banca

Tra le varie banche, Intesa Sanpaolo, che e’ una della maggiori banche italiane, offre una serie di formule per ogni necessita’ la cui validita’ e’ possibile verificare andando sul sito della banca nella sezione Prestiti Personali Intesa SanPaolo.

Tra i tanti: il Prestito Multiplo per qualsiasi esigenza dal matrimonio alla ristrutturazione della casa, il Prestito Maxi che e’ un finanziamento a medio e lungo termine senza spese di istruttoria anche per le spese di un certo spessore, il Prestito Pensionati destinato ai pensionati Inps con tasso bloccato per tutta la durata, il Prestito Ecologico vantaggioso e con un occhio all’ambiente e alle fonti rinnovabili e poi vi sono il Prestito Proteggi Mutuo, quello per i Dipendenti Pubblici, per i soci di un’impresa che vogliono rafforzare patrimonialmente la propia societa’, inoltre rivolti ai giovani c’e’ una gamma di prodotti studiati apposta per loro per ottenere prestiti personali.

Infine, eccovi il link alla sezione Richiesta Prestito di Agos Ducato dove potete in pochi attimi richiedere un prestito inserendo pochissimi dati. Da notare la possibilita’ offerta da Agos Ducato di saltare una rata, estinguere in anticipo senza penale, modificare l’importo della rata e variare la durata del prestito.

FINANZIARIA 2010, NOVITA’ LEGGE, IRPEF E RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

FINANZIARIA 2010, NOVITA’ LEGGE, IRPEF E RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE Accogliendo l’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invitava a cercare di moderare i toni, e’ stata approvata in via definitiva la Finanziaria 2010 senza necessita’ di ricorrere al voto di fiducia.

legge finanziaria 2010

Infatti ieri sera anche il Senato ha dato il suo benestare al testo relativo alla legge Finanziaria 2010 passato alla Camera la settimana scorsa. Diverse le novita’ introdotte:

-Nasce la Banca del Sud a cui dovrebbe aderire come socio oltre allo Stato anche soggetti privati

-Aumenta di 200 milioni all’anno per il 2010 e 2011 il fondo per la ricerca (come credito di imposta)

-Proroga delle agevolazioni legate alle ristrutturazioni edilizie col ‘Bonus 36%’ e fissazione al 10% dell’aliquota Iva

-Riduzione del 20% dell’acconto IRPEF (provvedimento che era stata introdotto con D.L. lo scorso novembre e che ora figura in Finanziaria)

-Per quanto concerne invece la cosiddetta ‘Cedolare secca del 20%’ sugli affitti si e’ deciso di limitarne l’applicazione, per ora e in via sperimentale, solo per la provincia dell’Aquila

Nella Finanziaria 2010 le novita’ introdotte valgono, a quanto e’ stato detto, oltre 11 miliardi di euro e la provvista dovrebbe essere in buona parte assicurata dai proventi dello Scudo Fiscale per ca. 3.7 miliardi e dal trasferimento da Inps al Tesoro di fondi TFR per altri 3.1 miliardi.

CRISI ECONOMICA, DEBOLI SEGNALI DI RIPRESA

CRISI ECONOMICA, DEBOLI SEGNALI DI RIPRESA

Pil in crescita nel 3° trimestre 2009 per i paesi dell’area euro. Secondo indiscrezioni sembra che le stime preliminari che saranno confermate nei prossimi giorni nel loro complesso diano una previsione di ritorno alla crescita del Pil nell’area dell’euro, con eccezione per la Spagna che continua a mantenere un trend negativo (-0,4%) per il ristagno di investimenti e consumi..

Infatti come prima risposta ai timidi segnali provenienti dagli USA, per il terzo trimestre in Germania e in Italia e’ attesa una crescita dello 0,8% e in Francia del +0,6%

crisi economica

In effetti si tratterebbe di un modesto segnale che potrebbe pero’ presagire una inversione di tendenza anche se e’ troppo presto per dirlo. Il raffronto annuo rimane pesantemente negativo anche se passa da un -6 ad un -4,5% facendo sperare in una tanto auspicata ripresa degli investimenti che sarebbe il solo volano capace di rimettere in moto l’economia. Comunque se anche fosse vero sara’ un processo lento e faticoso e la locomotiva impieghera’ comunque molto ad invertire sul serio la direzione.

CIT GROUP RISCHIA IL FALLIMENTO, NUOVO FALLIMENTO USA

CIT GROUP RISCHIA IL FALLIMENTO, NUOVO FALLIMENTO USA Una nuova disavventura finanziaria travolge Wall Street: Cit Group che e’ una finanziaria attiva da oltre un secolo nel settore dei finanziamenti leasing (terza a livello mondiale per quelli aeronautici e terzo negli USA per quelli ferroviari) ha portato i libri in tribunale.

Infatti nonostante l’aiuto ricevuto dal Tesoro U.S.A. di ben 2.3 miliardi di dollari, non ce l’ha fatta a riprendersi dal dissesto finanziario ed ha chiesto al Tribunale di New York di poter fruire dei benefici del Chapter 11.

cit-group

In pratica, per consentirle di poter predisporre un efficace piano di risanamento, al riparo dalle possibili azioni di rivalsa (peraltro legittime) da parte dei creditori, viene garantita una sorta di inattaccabilita’ per il periodo necessario al salvataggio.

E’ per molti versi un istituto giuridico assimilabile alla nostra Amministrazione Controllata.

Attraverso questa procedura concorsuale, la CIT Group intende ridurre il proprio debito di almeno 10 miliardi di dollari.

CIT Group con 70 miliardi di dollari di assets occupa la quinta posizione nella classifica stilata da Fortune delle prime dieci bancarotte, che e’ autorevolmente guidata da Lehman Brothers, fallita il 15 settembre di un anno fa, con i suoi 691 miliardi di dollari di assets.

CELLULARI TARIFFE, QUANTO COSTA TELEFONARE DALL’ESTERO

CELLULARI TARIFFE, QUANTO COSTA TELEFONARE DALL’ESTERO Dal 1 luglio dopo l’entrata dell’ Eurotariffa se si e’ in uno dei 27 Paesi Ue telefonare dall’estero e’ meno dispendioso. Sono cambiate le tariffe del roaming e i prezzi massimi delle chiamate con il cellulare sono stati ridotti e anche mandare sms costa meno. Vediamo quanto costa telefonare dall’estero:

cellulare dall'estero

  • Costo chiamata effettuata dall’estero 0,43 euro esclusa IVA
  • Costo chiamata ricevuta dall’estero 0,19 euro esclusa IVA
  • SMS dall’estero –  mandare un sms dall’estero ma entro i confini UE il costo e’ 0,11 euro esclusa IVA.
  • Navigare in internet – dal 1 luglio nell’ Unione europea il costo e’ 1 euro per megabyte trasferito con il cellulare

BOT, CROLLO DEI TITOLI DI STATO

BOT, CROLLO DEI TITOLI DI STATO Bot in discesa il rendimento lordo dei Bot trimestrali si e’ fermato a 0,386 per cento dopo aver pagato tasse e commissioni bancarie non rimane nessun margine di guadagno. Record negativo anche per i Bot annuali, che perdono 0,210 punti, il rendimento passa da 0,951 intorno a ferragosto a 0,741 di ora, percio’ garantiscono un ritorno quasi nullo. Chi ha sottoscritto i titoli finisce alla fine di rimetterci.

bot titoli di stato

PREZZI, IN AUMENTO RIPARTE L’INFLAZIONE

PREZZI, IN AUMENTO RIPARTE L’INFLAZIONE Le famiglie italiane potrebbero spendere fino a 300 euro in piu’ nel 2009 l’aumento piu’ consistente sara’ quello per il riscaldamento che arrivera’ 110 euro.

prezzi in aumento riparte l'inflazione

Possibili aumenti anche per luce e gas, i presidenti della federconsumatori sono preoccupati per i rincari del mese di agosto ( l’ISTAT ha segnalato un aumento dell’inflazione), se non si prenderanno seri provvedimenti le previsioni sono pessime e per le famiglie italiane vi prevede una stangata. Preoccupazione da parte delle famiglie anche per quanto riguarda la scuola, aumento dei prezzi per libri e corredo scolastico.

CRISI, AUTUNNO NERO E CASSA INTEGRAZIONE

CRISI, AUTUNNO NERO E CASSA INTEGRAZIONE Ci aspetta un rientro dalle ferie difficile le previsioni non sono delle migliori, nella sola Regione Lombardia secondo gli ultimi dati saranno circa quattromila le imprese che chiederanno nuova cassa integrazione tra settembre e ottobre.

crisi autunno nero

Le notizie economiche spaventano le famiglie la deflazione in corso ha fatto abbassare i prezzi di riso, patate, vino, olio di oliva e altri generi alimentari e anche dei cellulari. Le famiglie milanesi intimorite per il fututo e per crisi del nostro paese non spendono e questo non fa bene alla nostra economia, i consumi sarebbe meglio ripartissero e che la gente tornasse a spendere.
Fonte leggo

BEPPE GRILLO ALLA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI DEL SENATO

Beppe Grillo, ricevuto a Palazzo Madama, dalla Commissione Affari Istituzionali del Senato per parlare della proposta di legge “Parlamento pulito” che, pur avendo raccolto 350.000 firme fra i cittadini italiani, giace da 18 mesi senza essere discussa. Video YouTube

MAURIZIO ZOCCARATO SINDACO DI SANREMO E PAOLO STRESCINO SINDACO DI IMPERIA

MAURIZIO ZOCCARATO SINDACO DI SANREMO E PAOLO STRESCINO SINDACO DI IMPERIA Vittoria del Popolo delle Libertà sia a Sanremo che a Imperia Maurizio Zoccarato e’ il nuovo sindaco di Sanremo e Paolo Strescino di Imperia.

maurizio zoccarato sindaco di sanremo e paolo strescino sindaco di imperia

Scajola esulta e dichiara “‘L’affermazione del Popolo delle Libertà e’ enorme sia a Sanremo che a Imperia e tirando le somme mi pare che superi la maggioranza assoluta. Adesso, quindi, bisogna che lavorino bene”

CONTI PUBBLICI ISTAT DEFICIT 2008 al 2,7%

CONTI PUBBLICI ISTAT DEFICIT 2008 Chiusura del 2008 con un deficit al 2,7% del Pil per i conti pubblici italiani, contro l’1,5% del 2007. Il debito si attesta invece al 105,8%, in aumento rispetto al 103,5% di un anno prima. Lo rileva l’Istat. In particolare, l’anno scorso l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è aumentato di circa 19,8 miliardi di euro rispetto al 2007, attestandosi a 42,979 miliardi. Il debito pubblico è invece stato pari a 1.663,650 miliardi.
Fonte Agr

RIPRESA ECONOMICA IL PEGGIO E’ PASSATO?

RIPRESA ECONOMICA IL PEGGIO E’ PASSATO?

Le attese per un concreto accenno di ripresa e di un avvio dell’auspicato rinnovamento del sistema bancario che i mercati avevano intravisto nei positivi risultati di JP Morgan e Goldman Sachs sembrano tuttora in cerca di una conferma che in realta’ non arriva. Infatti in controtendenza rispetto ai citati istituti sono usciti i risultati di Bank of America e Citigroup e le dichiarazioni rilasciate circa il prossimo futuro non sono improntate all’ottimismo come invece il ‘sentiment’ dei mercati vorrebbe.

A peggiorare ulteriormente il clima sono circolate voci non confermate circa un nuovo piano di Barack Obama per eventuali ulteriori sussidi alle banche in difficolta’.

ripresa economica il peggio e' passato?

A riprova della tendenza, in area Euro anche banche del calibro di Intesa Sanpaolo, Unicredit ma anche BNP, Barclays e soprattutto Credit Agricole hanno risentito del clima accusando flessioni nell’andamento dei titoli.

In USA un dato che viene considerato sinonimo di ripresa e’ quello delle vendite di case che dopo un sorprendente mese di febbraio sembra essere confermato anche per marzo dando una tenue indicazione che la ripresa economica potrebbe essere effettivamente alle porte, anche se non nell’immediato.

Come sopra accennato, la comprensibile tendenza a voler vedere anche nei piu’ lievi cenni positivi un segno di ripresa trova conferma nelle affermazioni in Italia apparse in prima pagina sui giornali da parte della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e ripresi da alcuni esponenti soprattutto del Governo. Affermazioni che anche se non propriamente derivanti da una attenta analisi, contribuiscono a ricostruire una fiducia di cui tutti sentono una grande necessita’ in questo momento.

BORSA BENE LE FIAT

BORSA: ACCELERANO LE FIAT, PIU’ VICINA AD ACCORDO CON CHRYSLER Accelerano le Fiat a Piazza Affari.

Il titolo del Lingotto guadagna infatti il 3,56%, a 7,425 euro. Il New York Times scrive infatti che l’accordo tra Chrysler e il sindacato dei lavoratori del settore automobilistico Uaw e’ ormai vicino e cio’ spianerebbe la strada all’alleanza tra la societa’ statunitense e la Fiat.

Il Wall Street Journal aggiunge poi che saranno la stessa Fiat e il governo Usa a scegliere il nuovo Cda della Chrysler una volta che verra’ raggiunto l’accordo sul piano di ristrutturazione della casa automoblistica di Detroit.
Fonte ASCA

ISTAT INFLAZIONE RALLENTA

ISTAT: inflazione rallenta, a marzo +1,1% annuo
ROMA – Rallenta l’inflazione a marzo per i prodotti della spesa di tutti i giorni. Lo rende noto l’Istat, secondo cui, per i prodotti che si acquistano con maggior frequenza, l’aumento dei prezzi è dello 0,1% rispetto a febbraio e dell’1,1% su marzo 2008. In febbraio l’incremento annuo era risultato pari all’1,6%.
Fonte AGR

ANDAMENTO EURO DOLLARO

ANDAMENTO EURO DOLLARO
I recenti ulteriori ribassi del dollaro USA rispetto a molte altre valute sembra lasciare perplessi molti analisti in quanto il piano di ricapitalizzazione predisposto dal Governo Americano avrebbe dovuto servire da stimolo per una ripresa che di giorno in giorno parrebbe logico aspettarsi.

Le ragioni per cui l’attesa ripresa del biglietto verde non si e’ verificata viene individuata dal fatto che tecnicamente gli effetti dell’attuazione del suddetto piano sono articolati nel tempo in modo da non rendere visibile e immediatamente percepibile dall’investitore l’aumentato grado di sicurezza dei titoli azionari degli enti finanziari.

andamento euro dollaro

Infatti il principale beneficio derivante dal programma di ricapitalizzazione sopra accennato dovrebbe essere quello di garantire disponibilita’ di cassa alle principali istituzioni finanziarie americane contribuendo ad aumentare la fiducia del consumatore/investitore nei confronti delle Banche e degli Enti Finanziari scoraggiando nel contempo il potenziale dirottamento delle giacenze o il disinvestimento di quanto ancora mantenuto presso il sistema finanziario.

Normalmente la tendenza del Dollaro USA, come di altre divise, e’ quella di rafforzarsi in presenza di una diminuzione diffusa della propensione al rischio da parte degli investitori, mentre il rapporto di cambio scende quando tale fiducia nei mercati finanziari migliora.

Risulta tuttavia evidente che in questa fase le regole vengono sovvertite o quantomeno non rispondono alla normale logica di mercato.

I dati relativi alle vendite al dettaglio in USA mostrano una costante diminuzione, segno che si sta verificando un progressivo peggioramento del livello di occupazione e quindi delle condizioni di vita con effetti prevedibili nel breve periodo di una ulteriore contrazione dei consumi.

Nella sostanza comunque le prospettive non certo positive per i prossimi mesi per tutta l’area Euro, unitamente al persistere del trend di diminuzione dei tassi di Eurolandia, sembrano confermare quanto sia ragionevole aspettarsi un recupero, sia pur non eclatante, della moneta americana nei confronti delle altre divise, Euro in testa a partire dalla fine di questo mese.

G20 E CRISI MONDIALE

G20 E CRISI MONDIALE

L’incontro del G20 appena concluso ha evidenziato come vengano ancora considerati comunque validi alcuni principi generali che sono alla base del sistema economico che ha subito lo scossone della crisi prima finanziaria, poi economica e che ora sembra assumere anche preoccupanti contorni sociali.

Fortunatamente, nonostante la crisi non sembri avere insegnato molto, almeno si ha preso coscienza della necessita’ che la comunita’ internazionale si dia una regolamentazione piu’ efficiente adottando un miglior sistema di controllo e di conseguenza rendendo piu’ affidabili le istituzioni internazionali (Fondo Monetario in testa).

G20 E CRISI MONDIALE

Dell’ingente somma destinata a fronteggiare la crisi mondiale (si parla di oltre 1.100 miliardi di dollari) il fatto che una parte -anche se non significativa- sia destinata anche agli aiuti ai paesi piu’ poveri sta a dimostrare che forse si e’ capito che trascurare il problema del terzo mondo ha un effetto boomerang che annulla sistematicamente tutti i provvedimenti adottati per fonteggiare la crisi.

Ad una crisi globale occorrono risposte globali senza protezionismi anacronistici e futili tentativi di mantenere privilegi ormai non piu’ comprensibili.

Comunque solo i fatti staranno a dimostrare se si tratta solo delle solite dichiarazioni d’intenti o se, grazie anche all’ingresso sulla scena internazionale del Presidente Obama, siamo di fronte ad una vera svolta.

TREMONTI BONDS E FONDI ALLE BANCHE

TREMONTI BONDS E FONDI ALLE BANCHE

La Banca d’Italia avvia un giro di ispezioni presso le grandi banche interessate dal Decreto del 25 febbraio del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti per sostenere l’economia.

Pur non avendone bisogno come altre concorrenti europee e soprattutto americane, le banche italiane devono comunque valutare concretamente l’opportunita’ di accedere a questa forma di agevolazione per non correre il rischio di cadere in una sorta di immobilismo (che finora le ha di fatto risparmiato gli effetti deleteri della crisi finanziaria), ma che ora potrebbe renderle insensibili alla recessione con gravi danni per l’economia.

Le banche devono quindi prepararsi a fronteggiare opportunamente patrimonializzate i rischi che gia’ cominciano a profilarsi all’orizzonte .

La Banca Popolare e Monte Paschi Siena hanno gia’ mostrato interesse per i Bonds, ma sembra che anche Intesa Sanpaolo e Unicredit chiederanno di accedere per importi di rilievo, si parla di oltre 4 miliardi ciascuno e gia’ altre grandi banche stanno valutando di seguirle.

L’efficacia dell’intervento dello Stato e’ direttamente proporzionale al grado di propensione al rischio delle banche – che al momento – lascia piuttosto a desiderare (il famoso ombrello quando non piove!).

I vari organi deliberanti preposti alla concessione degli affidamenti alla clientela devono in questa fase comprendere che il sacrificio economico che viene richiesto alla comunita’ col Decreto Tremonti e’ finalizzato a migliorare l’accesso al credito delle pieccole e medie aziende non certo per dare un omaggio agli azionisti delle banche.

Va da se’ che l’opinione pubblica non potra’ accettare che le banche (private) che accetteranno questi aiuti (pubblici), paghino poi Bonus o Stock Options milionari ai loro top managers (Obama docet!!!)

Soprattutto i dipendenti delle banche non lo acceterebbero, anche perche’ quando si parla degli stipendi dei bancari l’opinione pubblica e i giornalisti fanno sempre la solita media all’italiana includento anche questi stipendi, bonus e stock options che loro (i dipendenti tutti, quadri e impiegati) non vedono neppure da lontano!

PREVISIONI BORSE EUROPEE

PREVISIONI BORSE EUROPEE

Previsioni di una seduta improntata al rialzo per molte Borse europee. Cosi’ Milano, Madrid, Amsterdam, Zurigo, Francoforte, Bruxelles, Londra, Parigi.

Si preannuncia una seduta all’insegna della fiducia, sulla scia delle chiusure di Wall Street e Tokyo.

Sono attesi alcuni importanti e significativi dati macroeconomici come il dato della Bilancia Commerciale USA di gennaio.

Ad agevolare questo clima che appare piu’ disteso, almeno nelle previsioni a brevissimo, contribuiscono le voci che indicano come possibile il ricorso delle maggiori Banche Italiane agli aiuti statali con conseguenti benefici per i clienti, soprattutto piccole e medie imprese che sono a corto di liquidita’.

In campo internazionale Citigroup dichiara che non dovrebbe aver bisogno di ulteriori aiuti statali e il Ceo di BOF (Bank of America) fornisce assicurazioni sulla capacita’ del suo gruppo di generare reddito. Sempre piu’ insistenti poi sono le voci, sin qui non smentite, di una possibile fusione tra Peugeot e Fiat.

Tutti questi segnali non sono di per se’ naturalmente sufficienti per poter affermare che siamo in presenza di una cambio di tendenza dei mercati, ma indubbiamente possono preludere almeno ad un rimbalzo seppur provvisorio.

PREZZI IN AUMENTO

PREZZI IN CONTINUO AUMENTO La crescita dei prezzi alimentari nel gennaio del 2009 in Italia e’ risultata superiore del 40% rispetto alla media dei 15 paesi dell‘Unione Europea.

prezzi in aumento

Questo per sottolineare da parte della Coldiretti la gravita’ della situazione e il momento di crisi che sta attraversando il nostro paese.

SILVIO BERLUSCONI E L’AUMENTO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI

SILVIO BERLUSCONI E L’AUMENTO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI Tutti tranquilli! Il Premier Silvio Berlusconi ha rassicurato tutti affermando che il potere d’acquisto dei salari dei dipendenti in questi ultimi tempi e’ aumentato e quindi non c’è motivo per non continuare a darsi allo shopping!

SILVIO BERLUSCONI E L'AUMENTO DEL POTERE D'ACQUISTO DEI SALARI

Probabilmente quando si riferisce ai dipendenti il Premier intende parlare dei Managers delle banche o dei Dirigenti del pubblico impiego. Forse sarebbe meglio se facesse visita agli stabilimenti Fiat o nelle piccole fabbriche del Nord Est, che cominciano ad accusare i segnali della crisi e parlare con questi dipendenti e sentire da loro cosa ne pensano.

Ma Silvio Berlusconi prosegue nell’elargire consigli a tutti e suggerisce agli imprenditori di … non leggere i giornali perche’ sono dispensatori di energia negativa e istigano al pessimismo (questa tecnica sembra che si rifaccia alle abitudini degli struzzi!).

Strani consigli dal Presidente del Consiglio!!!

FIERA ENERGETICA GENOVA

FIERA ENERGETICA GENOVA dal 05/03/2009 al 07/03/2009
Energethica: Salone dell’Energia rinnovabile e sostenibile

Descrizione Evento
Energethica è la fiera dedicata allo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e sostenibili più all’avanguardia sul profilo nazionale. L’appuntamento è diventato in pochi anni l’occasione per un aggiornamento e un confronto fra professionisti del settore, studiosi, ricercatori e importanti ospiti.
L’attualità del tema e le prospettive legate ai futuri sviluppi hanno messo in evidenza una forte dipendenza energetica dell’Italia da altri paesi, più dell’80% dell’energia consumata nel nostro paese viene infatti importata, con notevoli costi ed elevato sfruttamento di energie mondiali non rinnovabili.
Gli oltre 10.000 visitatori delle scorse edizioni di Energethica hanno dimostrato che l’urgenza di un cambiamento è evidente e la volontà di mettere in moto una nuova era energetica per il nostro paese è una esigenza di tutti.
I partner istituzionali e i nuovi autorevoli partner tecnici del Salone Energethica si affiancano e lavorano sinergicamente per creare un programma di eventi collaterali alla fiera, mirato a catturare l’attenzione e la sensibilità di un pubblico vario, composto da professionisti, ma anche da privati interessati ai temi trattati presso la Fiera di Genova.
Dimostrazioni, seminari, interventi, progetti, laboratori interattivi e piattaforme di scambio si affiancheranno alle normali attività della fiera Energethica per comunicare a massimo raggio e nella maniera più esaustiva sull’argomento dell’energia rinnovabile e sostenibile. Nel corso della manifestazione è prevista anche l’assegnazione del Premio Energethica rivolto ai progetti realizzati da giovani talenti che affrontino in maniera innovativa il tema dello sviluppo sostenibile.

Settori Merceologici
Sistemi e componenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; tecnologie e processi di generazione di energia; edilizia sostenibile; sistemi di efficienza e risparmio energetico; tutela ambientale; produttori di energia da fonti rinnovabili;mobilità sostenibile; ricerca e sviluppo; servizi. Categorie d’interesse
Pubblico e operatori del settore

Orari di Apertura
9.00 – 19.00

Organizzazione Ente
Emtrad srl.
via duccio galimberti,7
12051 Alba (Cn)

Per Informazioni
Emtrad srl.
Tel. – Fax: 0173 280093
www.energethica.it

CHEBANCA

CheBanca www.chebanca.it E’ una banca del gruppo Mediobanca nata con lo scopo di trovare le giuste soluzioni per le esigenze delle famiglie italiane. CheBanca conto tascabile, mutuo, conto corrente, conto deposito.

CheBanca

Filiali CheBanca:

  • ANCONA –  VIA CARLO ALBERTO, 87C-87D 60127
  • BARI  – VIA PICCINNI, 165
  • BERGAMO – VIA BROSETA, 1/A
  • BOLOGNA – VIA ANDREA COSTA, 125B
  • BRESCIA – VIA QUATTRO NOVEMBRE, 1
  • FIRENZE – VIA MARTELLI, 19-21-23 ROSSO
  • LECCO  – VIA CAVOUR, 73/A
  • MESTRE  – VIA CAPPUCCINA, 89
  • MILANO – CORSO SEMPIONE, 86
  • MILANO – PIAZZALE ZAVATTARI, 4 Filiale CheBanca! Divisione Casa
  • MILANO – VIA BATTISTOTTI SASSI, 11/b Filiale CheBanca! Divisione Casa
  • MONZA  – VIA CORTELONGA, 10 Filiale CheBanca! Divisione Casa
  • NOVARA – CORSO GIUSEPPE GARIBALDI, 27
  • ROMA  – VIA ALESSIO BALDOVINETTI, 118-120
  • ROMA  – VIA BALDO DEGLI UBALDI, 320-322 Filiale CheBanca! Divisione Casa
  • ROMA  – VIA APPIA NUOVA, 669 Filiale CheBanca! Divisione Casa
  • TORINO – VIA SAN TOMMASO, 16 C/D/E/F
  • TREVISO – VIA ROGGIA, 58
  • UDINE  – VIA GEMONA, 34/A
  • VICENZA – CORSO DEI SANTI FELICE E FORTUNATO, 151

Le filiali CheBanca nei centri commerciali:

  • CAMERANO – Via Del campo d’aviazione, 17 Centro Commerciale Carrefour
  • ANDRIA  – STRADA STATALE 170 Centro Commerciale Mongolfiera
  • ROZZANO – VIA CURIEL, 25 Centro commerciale Fiordaliso
  • LIMBIATE – VIA MONZA, 55 Centro commerciale Limbiate
  • SESTO S. GIOVANNI – VIA ITALIA, 555 Centro commerciale Vulcano
  • ORIO AL SERIO – VIA PORTICO, 71 Centro commerciale Orio Center
  • CAMPI BISENZIO – VIA SAN QUIRICO, 165 Centro commerciale I Gigli
  • MODENA – VIA DIVISIONE ACQUI Centro commerciale I portali
  • MUGNANO DI NAPOLI – VIA PIETRO NENNI, 54 Centro Commerciale Mugnano
  • MARCIANISE – S.S. 87 Località Aurno – Centro Commerciale Campania
  • PONTECAGNANO FAIANO – VIA SCONTRAFATA Centro Commerciale Maximall
  • GRUGLIASCO – VIA CREA, 10 Centro Commerciale Le Gru
  • TORINO – CORSO ROMANIA, 460 Centro Commerciale Auchan
  • ROMA  – VIA BERNARDINO ALIMENA, 111/119 Centro commerciale Domus
  • ROMA  – PIAZZA COLONNA Galleria Alberto Sordi
  • ROMA  – VIA COLLATINA Centro commerciale Roma Est
  • FIUMICINO – VIA PORTUENSE, 2000 Centro commerciale Parco Leonardo
  • VENEZIA – Bretella AREOPORTO MARCO POLO Area Arriv.

POSTEPAY

Postepay Carta Prepagata www.poste.it  Postepay è una carta prepagata ricaricabile

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La carta postapay si ottiene presso gli uffici postali presentando un documento di identità valido e il codice fiscale e pagando la quota di rilascio ( 5 euro) e la ricarica minima ( 5 euro).
Grazie ai circuiti Postamat, VISA e Visa Electron si puo’ usare Postepay ovunque, in Italia e all’estero, su Internet e in tutti gli uffici postali. www.poste.it

ROTTAMAZIONE AUTO

ROTTAMAZIONE AUTO Bonus da 1.500 euro per rottamare la vecchia auto e per l’acquisto di un’Euro 4 o Euro 5 a basso impatto ambientale.

Incentivi all’acquisto di auto ecologiche senza rottamazione. Bonus che sale per auto che inquinano meno e i furgoncini. Incentivo di 500 euro per rottamare motocicli o ciclomotori.

PRESTITO VIAGGIO

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Finanziamento in un’unica soluzione per coprire le spese relative al viaggio programmato. Un elenco di siti utili per rendere piu’ facile la ricerca con spiegazioni pratiche e teoriche per quanto riguarda il prestito e il finanziamento per il viaggio.

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ACQUISTI ONLINE SETTE MILIARDI DI EURO NEL 2008

ACQUISTI ONLINE SETTE MILIARDI DI EURO NEL 2008 – Gli acquisti su internet, nonostante la crisi, sono sempre in crescita ed il 2008 ha superato con oltre il 20% gli acquisti online effettuati nel 2007, sia su siti italiani che su siti stranieri.

ACQUISTI ONLINE SETTE MILIARDI DI EURO NEL 2008

Usare il web per cercare informazioni o prodotti e’ sempre piu’ diffuso e oggi circa 18 milioni di italiani utilizzano questo metodo. Gli acquisti online sono aumentati non solo nel campo informatico e tecnologico ma anche nel campo della moda, molte oggi le persone che utilizzano siti con vendita online anche per capi firmati.

Infatti e’ proprio nel campo della moda che la crescita e’ stata maggiore, con un balzo in avanti del 43%, raggiungendo quote di fatturato molte elevate.

IMMOBILI DI LUSSO NIENTE CRISI

IMMOBILI DI LUSSO NIENTE CRISI Gli immobili di lusso non sentono la crisi e i prezzi continuano a salire. Questo e’ quanto evidenza l’osservatorio sulle residenze esclusive di Tirelli&Parteners e Nomisma un aumento del 6,3% per quanto riguarda il capoluogo lombardo e del 6,4% capitale. Il prezzo medio di un immobile di lusso a Milano si attesta sui 2,4 milioni di euro per arrivare fino a 7 milioni di euro nelle zone della moda.

immobili di lusso niente crisi

Roma per un’immobile di lusso le valutazioni medie 10.400 euro al metro quadro con un massimo di 14.500 euro nel centro storico.

LA GRANDE PUNTO A METANO

la Grande Punto a metano
la Grande Punto a metano

LA GRANDE PUNTO A METANO

La FIAT ha presentato una nuova vettura: la Grande Punto,  non una vettura qualsiasi, ma una vettura a metano.

Si tratta di un messaggio chiaro della casa automobilistica torinese che vuole affermare di essere pronta ad affrontare in prima linea le sfide del nuovo millennio in materia di preservazione dell’ambiente, dimostrando una notevole sensibilita’ che indubbiamente non potra’ che giovare alla questione ambientale ed al risparmio energetico oltre che fare da apripista per una nicchia di settore che attualmente copre una bassa percentuale, ma che ci si attende che possa raggiungere presto una quota pari e forse superiore al 5%.

Si tratta di una vettura equipaggiata con motore 1.400 cc inizialmente omologata per 4 posti che ha livelli di emissione di Co2 veramente bassissimi.

La nuova vettura, che si chiamera’ Grande Punto Natural Power, verra’ messa in vendita gia’ dalle prossime settimane ad un prezzo di ca.12.000 euro per il modello base.

Ovviamente il punto di forza di questa vettura oltre al minimo impatto ambientale, non potra’ che essere il consumo: ed infatti a quanto dichiarato dall’A.D. della Fiat Lorenzo Sistino, i consumi saranno inferiori alla meta’ di quelli delle concorrenti a benzina o a gasolio.

ISTITUITO CON D.L. FONDO A GARANZIA DELLE BANCHE

ISTITUITO CON D.L. FONDO A GARANZIA DELLE BANCHE

Il Governo nella serata di mercoledi ha varato l’atteso D.L. che istituisce un Fondo di ben 20 miliardi di euro destinato a sostenere le banche italiane in caso di bisogno.

Le modalita’ di intervento sono articolate in modo da non prevedere un reale passaggio delle Banche  sotto il controllo dello Stato (che avrebbe di fatto riportato ai tempi delle BIN le famose Banche di Interesse Nazionale: Comit, Banco di Roma e Credito Italiano) anche se e’ stato precisato che ne potranno beneficiare solo le banche ‘virtuose’.

ISTITUITO CON D.L. FONDO A GARANZIA DELLE BANCHE

Infatti in caso di necessita’ accertata da parte della Banca d’Italia o da parte delle banche stesse, il capitale verra’ conferito mediante la sottoscrizione di azioni privilegiate (titoli che non danno diritto a votare in Assemblea).

Positivo e universalmente accolto con soddisfazione e’ risultato il messaggio rassicurante dato alla nazione dal Presidente del Consiglio, insieme a Tremonti ed al Governatore della Banca d’Italia Draghi che hanno mirato a ristabilire le dimensioni del fenomeno per il nostro Paese e soprattutto ad evitare pericolosi effetti panico generati da anomali andamenti dei titoli delle principali banche i quali -in genere- hanno subito fluttuazioni di mercato piu’ per effetto di speculazioni e come risultato inevitabile degli sconvolgimenti avvenuti a livello internazionale che non per effettivi problemi strutturali propri.

Le banche italiane sarebbero infatti sufficientemente patrimonializzate e solide ed hanno sufficiente liquidita’, come ha precisato il Ministro dell’Economia.

In sostanza, per via di una limitata propensione al ricorso a particolari strumenti finanziari molto piu’ usati oltreoceano, le banche europee e soprattutto quelle italiane stanno risentendo in maniera un poco piu’ attenuata dei terremoti che stanno sconvolgendo la finanza internazionale.

Il Governo si e’ detto pronto a garantire i depositi bancari andando di fatto ad aggiungersi al fondo interbancario (che da solo garantisce i depositi monointestati fino a 103 mila euro e quelli cointestati fino al doppio) nell’improbabile caso di banche in situazioni fallimentari.

Nella sostanza si e’ trattato piu’ di una iniezione di fiducia che di un reale strumento di supporto che quasi certamente non verra’ mai utilizzato.

A confermare comunque la situazione di incertezza che caratterizza il mercato ci sono le notizie circolate nel pomeriggio di ieri negli ambienti finanziari su un possibile interesse di Dresdner Bank per Unicredit. Notizie al momento non ancora confermate ma che sicuramente creeranno ulteriori movimenti sul titolo.

Il richiamo da piu’ parti a mantenere la calma e la prudenza e’ in questo momento quanto mai opportuno.

FITD, RISPARMI A RISCHIO E CRISI FINANZIARIA

fitd risparmi a rischio e crisi finanziaria

FITD, RISPARMI A RISCHIO E CRISI FINANZIARIA

La crisi dei mutui americani, le conseguenze di essa sulle fragili architetture finanziarie di alcuni grandi Istituti bancari americani, il loro dissesto e l’inedito atteggiamento del Governo USA che interviene in loro aiuto per arginare il problema per le Banche, ma soprattutto per limitare i danni per i piccoli risparmiatori (e anche per i grandi, cosi’ come per i super manager colpevoli,almeno in parte, dei dissesti stessi).

Tutto cio’ nel tentativo di evitare che una drastica caduta della fiducia nel sistema finanziario possa compromettere l’intera economia americana con conseguenze non prevedibili a livello globale.

Questo e’ il grazioso quadretto che rappresenta il momento attuale.

Il Senato americano ha approvato il piano di salvataggio messo a punto dal Presidente Bush, ora manca solo la ratifica alla Camera e dopo anche questa fase si potra’ considerare superata.

Ma intanto il meccanismo si e’ messo in moto: molte organizzazioni finanziarie negli anni avevano gonfiato in maniera artificiosa i propri assets e per mantenere il segreto con ulteriori articolate operazioni di finanza strutturata aveva occultato tali magagne sino a raggiungere livelli inauditi.

Ora il giocattolo si e’ rotto e stanno venendo alla luce tutti gli aspetti controversi e non e’ ancora dato di capire le effettive dimensioni di questo fenomeno, si puo’ solo dire che esso e’ di vaste dimensioni, molto molto vaste.

E in Italia la gente si chiede se i suoi risparmi sono al sicuro.

Sui giornali si e’ cominciato a riparlare del FITD, il Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, cioe’ quel fondo che garantisce in caso di insolvenza della banca, i capitali mantenuti sui conti bancari (da sottolineare: bancari) dai risparmiatori fino ad una certa cifra (ora fissata in Italia in poco piu’ di 103.000 euro). Analogo prodotto e’ presente in molti altri Paesi anche se il limite garantito nel nostro Paese e’ tra i piu’ alti. Proceduralmente e’ abbastanza semplice e una volta che il liquidatore dovesse sancire lo stato di insolvenza della banca, nell’arco di qualche mese il risparmiatore recupera i suoi soldi, ovviamente fino al limite gia’ citato.

Ma se un risparmiatore ha ricorso ad un PCT (Pronti Contro Termine)? Si tratta di una formula molto diffusa anche se leggermente piu’ sofisticata del semplice deposito o dell’investimento in Bot. Sostanzialmente si tratta di un contratto con cui la Banca investe per conto del risparmiatore una certa cifra generalmente in titoli di Stato. Dal punto di vista giuridico il risparmiatore e’ soggetto al rischio connesso al titolo o ai titoli che costituiscono il ‘sottostante’ e quindi in questo periodo e’ bene verificare quali siano i titoli in questione.

Analogo ragionamento vale per i Fondi di Investimento. In questo caso pero’ sarebbe opportuno tenere presente che l’orizzonte temporale di questo genere di investimento dovrebbe essere di medio periodo e comunque non inferiore ai 5 anni. Salvo che non vi siano titoli con poche prospettive future, non dovrebbe essere necessario disinvestire.

Insomma e’ un periodaccio e non e’ facile muoversi in questo panorama tutt’altro che roseo ed i consigli si sprecano.   Potenzialmente e’ valido tutto ed il contrario di tutto e ogni situazione va considerata come caso a se’ stante.

BORSA CONSOB E CRISI FINANZIARIA

BORSA CONSOB E CRISI FINANZIARIA

BORSA CONSOB E CRISI FINANZIARIA
BORSA CONSOB E CRISI FINANZIARIA

Questo periodo e’ evidentemente contraddistinto dalla crisi finanziaria che sta attraversando gli States ed i cui riflessi al momento non sono stati ancora percepiti in Europa nella loro intierezza e complessita’.

Gli scossoni registrati dalla Borsa italiana in questi ultimi giorni sono solo contraccolpi determinati piu’ da operazioni di natura speculativa che dovrebbero rientrare nei prossimi giorni, agevolati in questo anche dalle norme restrittive prontamente adottate dalla Consob per arginarne gli effetti (divieto di vendite allo scoperto etc.).

L’atteggiamento del Governo USA e la manovra di oltre 700 miliardi di dollari che sta per ottenere il placet del Congresso (dopo aver incassato, non senza fatica, l’approvazione dei due candidati alla Casa Bianca Obama e McCain) volta ad arginare e contenere le ricadute sui piccoli risparmiatori americani mediante il riacquisto dei prodotti finanziari esposti ai mutui, unitamente alla decisione di consentire a Goldman Sachs e Morgan Stanley di diventare banche commerciali, sonio stati atti radicali e coraggiosi, indici di una ferma volonta’ di frenare l’effetto domino di una crisi finanziaria che altrimenti avrebbe potuto rivelarsi fuori controllo e le cui conseguenze avrebbero potuto essere peggiori delle piu’ pessimistiche previsioni (anche se non e’ ancora detta l’ultima parola!).

D’altra parte lo scossone che la credibilita’ del dollaro avrebbe potuto subire, avrebbe avuto conseguenze disastrose per la stabilita’ dell’intero sistema finanziario internazionale.

Ora che la situazione della finanza americana sembra un po’ meno allo sbando, anche se non mancheranno certo ulteriori defaiances nei prossimi mesi, quella che potrebbe costituire una reale incognita che pesa sul futuro e’ cio’ che e’ celato nei portafogli degli investitori europei.

Paradossalmente quelli maggiormente a rischio sono proprio i portafogli degli investitori piu’ prudenti, quelli con la cosiddetta ‘minore propensione al rischio‘.

Una cosa e’ certa, la partita deve ancora iniziare e la prudenza ora come ora non sara’ mai abbastanza.

WALL STREET UN EQUILIBRIO INSTABILE

wall street un equilibrio instabile

WALL STREETT UN EQUILIBRIO INSTABILE

Nel caso di Fannie Mae e Freddie Mac il Governo USA e’ intervenuto in maniera risolutiva evitando lo sfascio delle due Banche travolte dallo scandalo dei mutui subprime, mentre per la Lehman Brothers e’ stato rifiutato ogni aiuto.

In effetti in passato il Governo era sempre intervenuto per sostenere le Banche Popolari, le Saving Banks nell’intento di tutelare cosi’ i piccoli risparmiatori evitando la diffusione dell’insolvenza ed infatti con Freddie Mac e Fannie Mae ha inteso fare proprio questo in quanto esse costituivano un modello nel sistema finanziario USA e la loro tutela rientrava nella logica di salvasguardare organizzazioni che avevano una valenza di pubblica utilita’.

Nel caso della Lehman invece il buco era tale e la situazione appariva cosi’ compromessa da portare a considerare inutile qualsiasi sforzo per salvarla, quasi considerandolo, con un eufemismo, alla stregua di un accanimento terapeutico con 53 miliardi di dollari in titoli che gia’ si sapeva che non sarebbero mai stati pagati.

La crisi finanziaria iniziata oltre un anno fa colpisce duramente gli investitori con moderata propensione al rischio e contribuisce a cambiare la geografia della finanza mondiale favorendo, per assurdo, ancora una volta i grandi complessi che accentrano ulteriormente aumentando sempre piu’ la loro forza e capacita’ lobbistica come sta avvenendo per Goldman Sachs e Morgan Stanley.

Da un paio di giorni il titolo Lehman che, come quello di Merryl Lynch (assorbita da BOFA) e’ fuori listino a Wall Street.

AIG – AMERICAN INTERNATIONAL GROUP INC

aig-american-internationalAIG – AMERICAN INTERNATIONAL GROUP INC

Gli avvenimenti che hanno interessato il mondo finanziario internazionale negli ultimi tempi, dall’intervento del Tesoro U.S.A. per salvare le due banche Fannie Mac e Freddie Mae, al disastroso fallimento della Lehman Brothers, al take over di BOFA per evitare problemi a Merril Lynch e infine la situazione che vede il gigante mondiale delle assicurazioni AIG sull’orlo del baratro, tutti questi fattori hanno contribuito a mettere in evidenza agli occhi del mondo intero che esistono dei problemi di fondo che minano alle radici il sistema finanziario ed appare ora chiaro anche ai non addetti ai lavori che in mancanza di un significativo cambio di direzione le conseguenze di gestioni cosi’ disinvolte e poco trasparenti non potra’ che portare effetti drammatici per tutti.

Nonostante cio’ forse non a tutti e’ ancora chiara nella sua complessa interezza quale sia la gamma di potenziali rischi connessi alla gestione allegra a cui si faceva cenno prima.

Il mercato degli futures petroliferi in cui sia Lehman che soprattutto AIG operano in maniera significativa e’ quello che in definitiva fa da driver per l’andamento del prezzo del petrolio che quindi non e’ solo soggetto alla classica legge della domanda e dell’offerta, ma soggiace a precisi disegni finanziari e, in ultima analisi, … politici. In cio’ e’ insito quindi un grosso rischio potenziale di dimensioni difficilmente quantificabili.

Mentre gli effetti del fallimento Lehman in Italia ed in Europa sono per ora limitati se si pensa a qualche centinaio di posti di lavoro a rischio in confronto alle decine di migliaia di licenziamenti in corso negli U.S., il vero problema potrebbe arrivare sotto sotto per esempio dagli effetti del downgrade di AIG da parte di S.&P. e Moody’s che gia’ ha determinato oggi forti scossoni a Wall Street dove la fiducia dei risparmiatori americani sta rapidamente rarefacendosi, nonostante le notizie che sarebbe allo studio un maxi prestito di oltre 80 miliardi di dollari con fondi pubblici, intervento che comunque non modificherebbe nella sostanza il problema che ormai e’ emerso, che e’ soprattutto quello di una sostanziale sfiducia sui dati ufficiali del colosso assicurativo, cosi’ come delle maggiori organizzazioni finanziarie americane.

Ormai pare accertato che l’intervento della FED potra’ scongiurare nell’immediato il fallimento del colosso delle assicurazioni, come pare sicuro l’intervento di dell’inglese Barclays Bank per rilevare le attivita’ di Lehman in nord America e apprestarsi a diventare la terza maggior banca d’investimento in U.S.A.

Questo insieme di attivita’ e di interventi sono destinati a modificare radicalmente gli equilibri finanziari internazionali i cui effetti risultano piuttosto difficili da valutare appieno in questo momento.

FALLIMENTO LEHMAN BROTHERS

fallimento lehman brothers
fallimento lehman brothers

FALLIMENTO LEHMAN BROTHERS

Secondo una triste espressione americana la Lehman Brothers ha ‘filed chapter 11‘ in parole povere, ha portato i libri in Tribunale annunciando il proprio fallimento, travolta dalla crisi dei mutui subprime iniziata oltre un anno fa e come conseguenza della accertata impossibilita’ di far fronte all’enorme indebitamento raggiunto (oltre 613 miliardi di dollari).

Si tratta del piu’ grande fallimento della storia americana e forse il maggior crac a livello mondiale: la reazione di tutte le borse e’ stata prevedibilmente drammatica registrando perdite per oltre 125 miliardi di dollari nella sola Europa.

Come si e’ affrettato a precisare il premier Silvio Berlusconi, il contraccolpo non dovrebbe farsi sentire in Italia in misura eclatante in quanto il sistema finanziario italiano e’ sostanzialmente solido.     Ovviamente, diciamo noi, poiche’ verosimilmente molte grandi banche italiane ed europee hanno nei loro portafogli consistenti pacchetti Lehamn, che fino a qualche tempo fa erano sinonimo di massima garanzia, non saremmo tanto sicuri che non vi sia un effetto domino dovuto alla incertezza ed al panico.

Dopo un’estenuante trattativa che nel week end aveva fatto pensare che si potesse giungere ad un compromesso, dopo il ritiro di Bank of America e Barclays Bank, il Management non ha potuto far altro che constatare l’impossibilita’ di continuare l’avventura iniziata un secolo e mezzo fa.

In sostanza sia il Tesoro americano che tutto il sistema finanziario internazionale in questo frangente hanno preferito concentrare i propri sforzi nel tentativo di arginare gli effetti e l’impatto che il dissesto di Lehaman avrebbe potuto avere sul sistema.

Misure straordinarie sono state adottate da tutte le principali banche centrali che hanno provveduto ad aumentare la liquidita’ dei mercati (la Banca Centrale Europea con 30 miliardi di Euro, la Banca Centrale Inglese con 7 miliardi di sterline, oltre a varie banche asiatiche che mettendo insieme ca. 70 miliardi di dollari hanno costituito un findo anti-fallimento. Tra queste figurano, oltre a Bank of America e Barclays, anche Merril Lynch, JP Morgan, Citibank, Credit Suisse, Goldman Sachs che si sono riunite in un fondo aperto per garantirsi le une contro le altre.

La FED si deve ancora pronunciare sui provvedimenti d’urgenza e anche se molti analisti sono pronti a scommettere su una manovra che faccia scendere il costo del denaro, non e’ d’altra parte escluso un atteggiamento di ‘stand by’.

Il fallimento della Lehman Brothers pone comunque seri interrogativi sulle capacita’ reali di tenuta di un sistema finanziario che ha tollerato e talvolta apprezzato l’effetto moltiplicatore di alcune operazioni finanziarie che hanno determinato in modo del tutto artificioso enormi incrementi di valore.

Comunque gli effetti dello scossone non sono certo terminati ed anzi la vicenda della Lehman non e’ una causa bensi’ un effetto e ne seguiranno sicuramente altri sia in U.S. che nel resto del mondo.

BIOEDILIZIA – la casa ideale

BIOEDILIZIA – la casa ideale

La BIOEDILIZIA e’ quell’insieme di accorgimenti che consentono di progettare e realizzare edifici aventi un limitato impatto ambientale.

bioedilizia la casa ideale

Vari sono i criteri di progettazione a cui si ispira la bioedilizia.

–          la riduzione dei consumi energetici

–          il risparmio di materie prime

–          contenimento consumi di acqua

–          riduzione della produzione di emissioni

–          la scelta dei materiali improntata a criteri di salute ed eco-compatibilita’

Nella progettazione di fabbricati bio-edili  si deve inoltre tenere conto della necessita’ di contenere  i costi di manutenzione anche nel tempo

I criteri per valutare la natura e la qualita’ bio-edile di un fabbricato si possono ricondurre a vari  sistemi di riferimento riconosciuti quali il Protocollo ITACA (*) a livello nazionale o il World GBC a livello internazionale che certificano l’adozione dei principali criteri sopraccitati.

Il Protocollo Itaca prevede cinque livelli di valutazione bio-edile, dove per zero si indica il mero rispetto delle norme vigenti nella realizzazione dell’edificio, mentre salendo nei livelli di valutazione si indica una sempre maggiore attenzione a criteri sperimentali rispetto alla pratica corrente nell’intento di limitare l’impatto ambientale.

Il Protocollo Itaca viene utilizzato nella valutazione e certificazione anche per fabbricati ad uso non abitativo.

Dal livello due si puo’ accedere a sovvenzioni e agevolazioni finanziarie a valere su fondi pubblici, concesse dalle banche (p.e. Intesa Sanpaolo).

A questo proposito vediamo le caratteristiche salienti degli interventi finanziari

Finalita’ l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di fabbricati sia ad uso abitativo che non, che rispettino i criteri della bioedilizia e della biosostenibilità.

Destinatari – possono essere imprese e cooperative edili, societa’ immobiliari

Certificazione – Certificato Itaca di biosostenibilita’ dal cui risulti una valutazione minima di 2

Importo massimo finanziabile – Fino all’ 80% del costo delle opere da eseguire o al valore dei beni ipotecati con il limite massimo di 10 milioni di euro.

Durata del finanziamento – minimo 5 anni,  massimo 30 anni (limite massimo di 15 anni per mutui in ammortamento in capo ad imprese).

Spese istruttoria – normalmente 0,20% dell’importo del finanziamento con un minimo fisso di ca. eur 2/300

(*) ITACA, nato nel 1996 per volontà delle Regioni italiane, è organo tecnico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per la materia degli appalti pubblici, con l’obiettivo di promuovere e garantire un efficace coordinamento tecnico tra le stesse Regioni al fine di assicurare anche il miglior raccordo con le istituzioni statali, enti locali e operatori del settore.

CRISI ENERGETICA E RITORNO AL CARBONE

CRISI ENERGETICA E RITORNO AL CARBONE

CRISI ENERGETICA E RITORNO AL CARBONE
CRISI ENERGETICA E RITORNO AL CARBONE

La crisi energetica sta inducendo, sia per motivi legati alla conservazione dell’ambiente sia alla necessita’ di risparmiare sui costi, a fare opportune riflessioni sull’utilizzo di soluzioni alternative al petrolio.

Si assiste da un po’ di tempo alla riesumazione del vecchio e caro carbone che, si scopre, non sporca poi tanto, e’ conveniente e infine  … ce n’e’ molto a disposizione.

Ci sono riserve di carbone di vaste dimensioni in molte parti del globo e si stima che sarebbero sufficienti per garantire combustibile per fornire energia per quasi 300 anni.

A differenze delle altre fonti di energia non rinnovabili, Il carbone nell’immaginario collettivo e’ istintivamente legato al concetto di sporco, ma questo e’ un retaggio del passato.

La verita’ e’ che il carbone offre alcuni vantaggi non trascurabili, come la facilita’ di trasporto, senza rischi ne’ problemi di stoccaggio e senza esalazioni nocive a differenza di molti altri combustibili considerati molto piu’ ‘nobili’.

Dal punto di vista economico, oltre ad una non disdegnabile stabilita’ del  prezzo nel tempo, il carbone consente di produrre energia a costi piu’ contenuti del petrolio e del gas naturale.  Infatti mentre col carbone occorrono 3 centesimi per produrre 1 Kwh, con pretrolio e gas naturale ne servono circa 7.

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

Fannie Mae e Freddie Mac sono i due maggiori Istituti Finanziari specializzati nel settore immobiliare e sono le due banche che in questi ultimi tempi hanno fatto dormire sonni poco tranquilli a Bernanke dopo che nell’agosto dello scorso anno la bolla dei mutui subprime, quei mutui concessi cioe’ alle categorie meno abbienti, aveva fatto temere per la solidita’ dell’economia dell’intero Paese.

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

In pratica le due banche nate per valorizzare e dare un impulso al mercato dei titoli legati ai mutui immobiliari, avevano fatto fin troppo bene il loro lavoro e quando ha cominciato ad emergere lo stato di difficolta’ delle famiglie e si era profilata la possibilita’ che i finanziamenti concessi potessero non essere rimborsati, le due banche furono travolte dalla crisi innescando una spirale di sfiducia degli investitori.

Il liberismo americano ieri ha subito un grave colpo quando il Presidente Bush accoglieva la richiesta del Ministro del tesoro americano Henry Paulson di nazionalizzare le due banche salvandole dal fallimento.

Immediata la reazione dei mercati finanziari che hanno salutato la piu’ grande nazionalizzazione della storia americana con rialzi su tutte le borse. Il placet del presidente della Federal Reserve oltre che la scontata approvazione dei due candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain e di molte personalita’ sia americane che europee ed asiatiche che hanno visto nella coraggiosa iniziativa un tentativo di arginare una tendenza che avrebbe provocato seri danni alle economie di tutto il mondo.

Solo i liberisti piu’ ortodossi hanno visto un cedimento della linea di fermezza che non consente deroghe alla ferrea legge del mercato. Ma il liberismo forse non deve essere piu’ inteso in senso troppo rigoroso e avulso dai contesti economici in cui si opera.

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC
IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

Vale la pena a questo proposito considerare che la spesa di 200 miliardi di dollari che questa operazione costera’ per quanto ingente risulta senz’altro inferiore ai costi che un fragoroso fallimento avrebbe comportato per l’economia americana.

Rimane da fare la considerazione che questo intervento puo’ costituire un precedente al quale non sara’ improbabile che altri settori dell’economia americana potranno guardare, si pensi all’industria dell’auto che viene considerata strategica per il Paese e che potrebbe chiedere di godere dello stesso trattamento che il Governo ha riservato agli istituti finanziari.

LAVORARE IN BANCA

lavorare in bancaLAVORARE IN BANCA

Qualche anno fa, anzi e’ meglio dire molti anni fa, il sogno delle mamme italiane per i propri figli era il fatidico ‘posto in banca’ che automaticamente significava ‘lavoro sicuro e stipendio fisso.

Ma oggi e’ ancora un impiego ambìto lavorare in banca?

Nel panorama scoraggiante insicuro e con poche prospettive concrete per il futuro che si presenta ai giovani che oggi si affacciano al mondo del lavoro, lavorare in banca costituisce ancora, tutto sommato, una discreta soluzione, anche se va detto che ormai non e’ piu’ come una volta.

Negli anni sessanta settanta e forse anche all’inizio degli anni ottanta l’impiegato di banca per il solo fatto di essere un ‘dipendente di banca‘ godeva di un un alone prestigioso, forse frutto della memoria di una funzione ‘sociale’ svolta dalle banche nel periodo del dopoguerra come catalizzatore della fase di ripresa economica dopo gli orrori bellici.

Alle banche, e quindi anche ai loro dirigenti, funzionari, ma anche impiegati commessi e usceri era tributato una sorta di omaggio, una sorta di riconoscimento di status sociale. Venivano perdonate le magagne e le nefandezze che pur le banche avevano portato a termine durante e dopo la guerra.  O forse di queste non ce n’era neppure la conoscenza!

Fatto sta che l’assunzione in banca era salutata sempre con estrema soddisfazione dalla famiglia e lo stipendio era sicuramente rapportato al prestigio del ruolo.   Il primo stipendio di un impiegato di banca – che negli anni 70 poteva essere intorno alle 200.000 lire – era sicuramente superiore a quello di un giovane ingengnere alle prime armi.

poi negli anni le banche hanno mostrato anche i loro lati meno edificanti, qualcuna addirittura e’ fallita… cosa impensabile … e ovviamente si e’ scoperto come le conseguenze dei dissesti finanziari di un istituto di credito possano essere devastanti.

Ma cio’ aveva lasciato il segno in quanto era stata minata la fiducia popolare verso le banche e quindi anche chi lavorava all’interno di tali organizzazioni non era piu’ considerato infallibile o di un altro mondo come prima avveniva.

Poi sono iniziate le ristrutturazioni, le fusioni, le aggregazioni, i raggruppamenti, …. tutti con grandi sacrifici a carico dei dipendenti che si sono visti sottrarre ogni volta un po’ di quella sicurezza che era stata il motivo per cui erano entrati in banca.

Questi processi venivano portati avanti all’insegna della globalizzazione, e sull’altare di questa ‘globalizzazione’ di cui tutti parlavano e parlano, sono stati sacrificati nomi prestigiosi di Istituti che hanno fatto grande il nostro Paese: la Banca Commerciale Italiana, la Cariplo, il Credito Italiano…. tutte sparite o meglio fagocitate da anonimi gruppi che ‘modernizzandone’ le strutture ed efficentandole le hanno spersonalizzate facendo perdere le tracce. ed ora abbiamo Capitalia, Intesa Sanpaolo che, pur essendo ai vertici della classifica delle grandi banche europee, sono pressocche’ sconosciute!

Chi scrive non e’ un nostalgico del tempo che fu, ma solo vede, con rammarico, perse delle competenze, delle esperienze e dei valori che forse andavano conservati.

Insieme all’efficentamento e nell’ottica del risparmio dei costi che inevitabilmente le aggregazioni portano con se’ (e diciamolo pure che e’ il vero motore che le anima) la crescita professionale non e’ stata la cosa piu’ tenuta in considerazione. Anzi…

In realta’ il concetto di razionalizzazione e di efficentamento, che normalmente sono competenze ed expertise che albergano nelle valigette ventiquattrore dei consulenti di McKinsey, Accenture o altre, si possono sintetizzare in un semplice concetto: far svolgere il medesimo lavoro nel minor tempo possibile ed al costo piu’ basso.

Il mezzo piu’ adatto per conseguire il risultato appena accennato e’ quello di ‘standardizzare’ i processi e per usare una metafora e usando un termine preso a prestito dall’industria dell’auto (che questi concetti ha conosciuto e messi a profitto per prima) impostare un processo a ‘catena di montaggio’.

Questo consente di risparmiare sui tempi, ma anche di abbassare la necessita’ di personale esperto perche’ non occorre esperienza per premere pulsanti o avviare programmi che sulla base di parametri prestabiliti prevedono risposte prestabilite.

…e’ un bel quadretto!

ed in questo quadretto,  alla meritocrazia, alla professionalita’ ed alle aspettative in termini di percorsi di carriera viene riservato solo un angolino in basso a destra e magari poi non si vede neppure perche’ ci metton su il bollino col n. di catalogo del quadro!!

La verita’ e’ semplice: per poter fare il direttore di una piccola o media filiale non servono molte qualita’ o comunque non e’ necessario aver maturato esperienza sul campo, perche’ non ci sarebbe neppure la possibilita’ di metterla in pratica.

I programmi utilizzati per la concessione prestiti e finanziamenti, per esempio, sono spesso in versione prospetto-tipo-quiz da crocettare e poi il computer decide se il richiedente ha o meno i requisiti per poterli rimborsare e ne determina l’ammontare massimo erogabile.

Beh effettivamente anch’io non pagherei un ingegnere edile per farmi mettere le piastrelle del bagno!!!

Ma infine qual’e’ lo stipendio di un impiegato con 4-5 anni di anzianita’ che non sia figlio di questo o quel politico o che non ricopra ruoli particolari per meriti particolari …. ?

intorno ai 1.200 – 1.400 euro al mese.

che anche se non sono da disdegnare non possono far impazzire dall’entusiasmo.

Va detto anche che di questi tempi molte banche assumono solo con Contratti a tempo determinato e talvolta a 3 anni!  e lo stipendio base e’ un po’ piu’ bassino. Altro che posto fisso!

INCENTIVI PER PANNELLI SOLARI

incentivi pannelli solariINCENTIVI PER PANNELLI SOLARI

Conto Energia

Il meccanismo di incentivazione per ottenere le agevolazioni connesse alla tecnologia fotovoltaica, denominato “Conto Energia“, era già previsto dal decreto legislativo n. 387 del 29 Dicembre 2003, è diventato operativo dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo del 28 Luglio 2005 dell’allora Ministero delle Attività Produttive (oggi, Ministero dello Sviluppo Economico) di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Questo schema di intervento prevede la remunerazione, sulla base di apposite tariffe, per 20 anni l’energia elettrica generata dagli impianti e si applica solo alla tecnologia solare fotovoltaica e non alle altre fonti rinnovabili.

Tecnologia Fotovoltaica L’irradiamento solare che raggiunge la superficie terrestre può essere convertito in energia elettrica mediante:

  • conversione fotovoltaica, che permette di trasformare direttamente l’energia solare in elettricità sfruttando il fenomeno fisico dell’effetto fotovoltaico che si genera quando la luce colpisce determinati materiali;
  • conversione termica (termodinamica), che consente di raccogliere e concentrare le radiazioni solari su un fluido termovettore. Il calore immagazzinato dal fluido viene poi convogliato ad una convenzionale centrale che produce l’energia elettrica.

Il dispositivo alla base della tecnologia fotovoltaica è la cella fotovoltaica costituita da un materiale semiconduttore (in genere silicio) opportunamente trattato. Un insieme di celle fotovoltaiche collegate tra loro in serie o in parallelo costituisce il modulo fotovoltaico, il componente base commercialmente disponibile. Più moduli, connessi elettricamente fra loro ed installati meccanicamente nella loro sede di funzionamento, compongono un campo fotovoltaico. Un impianto fotovoltaico è costituito da uno o più campi fotovoltaici, dagli inverter , convertitori di corrente continua in corrente alternata e dalle componenti di protezione e di controllo previste dalle normative vigenti. Gli aspetti vantaggiosi della tecnologia fotovoltaica si possono cosi’ riassumere:

  • assenza di emissioni inquinanti durante il funzionamento;
  • risparmio energetico di combustibili tradizionali;
  • affidabilità in quanto viene ridotto al minimo l’usura dovuta a parti in movimento e pertanto la cosiddetta vita utile supera normalmente i 20 anni;
  • costi di esercizio e manutenzione minimi;
  • componibilita’ e modularità del sistema (per aumentare l’impianto e’ infatti sufficiente incrementare il numero dei moduli).

Gli aspetti svantaggiosi possono essere riassunti in:

  • variabilità ed aleatorieta’ della fonte energetica (l’irraggiamento solare non e’ programmabile);
  • costo degli impianti attualmente ancora elevato in quanto il mercato non ha ancora calmierato i prezzi

per l’elevato costo iniziale richiesto per realizzare un impianto fotovoltaico, in molti altri paesi (come Germania, Francia, Spagna, Grecia) lo sviluppo di questa tecnologia è sostenuto da programmi e meccanismi d’incentivazione governativi che hanno determinato una forte crescita del mercato, attualmente caratterizzato dal più alto tasso di crescita annuo dell’intero settore elettrico (30-40%). Incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili Ai fini del raggiungimento degli obiettivi definiti nel protocollo di Kyoto, l’Italia ha recepito la Direttiva Europea 2001/77 in tema di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile con il D.lgs. n. 387 del 29 dicembre 2003. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1 lett. a) di detto Decreto, per fonti energetiche rinnovabili si intendono: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. Con la Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Legge Finanziaria 2008) e la Legge 29 novembre 2007, n. 222 (Collegato alla Finanziaria 2008) è stato individuato un nuovo sistema di incentivazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili che prevede, in alternativa, su richiesta del Produttore:

  • il rilascio di certificati verdi;
  • una tariffa onnicomprensiva.

Per poter accedere all’incentivo è necessario richiedere al GSE S.p.a il riconoscimento della qualifica di impianto alimentato da fonti rinnovabili utilizzando la procedura: – Procerdura di qualificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili

vedere:  www.gsel.it/ita/fontirinnovabili/DocumentiIFR/20080325_ProceduraQualificaIAFR110607.pdf

e successivamente richiedere al GSE S.p.a l’emissione dei certificati verdi utilizzando la procedura: – Procedura per la gestione ed emissione dei certificati verdi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili

vedere: www.gsel.it/ita/fontirinnovabili/DocumentiIFR/20080325_ProceduraRilascioCVrinnovabili.pdf

Le suddette procedure sono state approvate, ai sensi dell’articolo 11 comma 1 del DM 24/10/2005, dal Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto col Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con Decreto del 21/12/2007.

Il Decreto e le relative Procedure sono anche pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n.16 del 19/1/2008, supplemento ordinario.

Si precisa che, ai sensi dell’articolo 2, comma 144 tabella 2 e comma 145 tabella 3 della Legge Finanziaria 2008, per gli impianti solari si applicano i provvedimenti attuativi dell’articolo 7 del Dlgs. 29/12/2003 n° 387 rappresentato dal DM 19/2/2007 “Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387″ Copia del DM può essere prelevato dalla sezione Conto Energia Fotovoltaico Il GSE rilascia inoltre altre forme di certificazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, quali la  Garanzia di Origine ( GO ) ed i Certificati RECS.

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Glossario dei piu’ comuni termini

  • Potenza efficiente:Massima potenza elettrica che può essere prodotta con continuitàdurante un intervallo di tempo sufficientemente lungo,supponendo tutte le parti dell’impianto di produzione in funzione e in condizioni ottimali di portata e di salto nel casodegli impianti idroelettrici,di disponibilitàdi combustibile e di acqua di raffreddamento nel caso degli impianti termoelettrici.È lorda se misurata ai morsetti dei generatori elettrici dell’impianto,netta se depurata della potenza assorbita dai macchinariausiliari necessari per il funzionamento dell’impianto stesso e di quella perduta nei trasformatori necessari per elevare la tensione.
  • Produzione: 1. Fase iniziale delle attivitàdi un sistema elettrico. Consiste nella trasformazionedelle fonti energetiche primarie in energia elettrica all’interno delle centrali elettriche. Secondo la fonte energetica primaria utilizzata la produzione assumela denominazione di termoelettrica(combustibili fossili, biomasse), geotermoelettrica(vapore geotermico), idroelettrica (salti d’acqua ottenuti mediante derivazione di eolica(l’energia del vento), fotovoltaica (l’energia del sole convertitain energia elettrica grazie all’effettofotovoltaico). 2.Energia elettrica prodotta. Èlorda se misurata ai dell’impianto di produzione,netta se depurataausiliari necessari per il funzionamento dell’impianto stesso e di quella perduta neitrasformatori necessari per elevare la tensione.
  • L’energia richiesta su una rete, in un determinato periodo, è la produzione destinata al consumo meno l’energia elettrica esportata più l’energia elettrica importata.  L’energia elettrica richiesta è anche pari alla somma dei consumi di energia presso gli utilizzatori finali e delle perdite di trasmissione e distribuzione della rete.
  • Ore di utilizzazione: E’ il rapporto tra la produzione e la potenza efficiente (kWh / kW) Unitàdi misura: per la potenza : kW= 1.000 Watt -per l’energi a kWh= 1.000 Wattoraloro multipli:MW,MWh= migliaia di GW,GWh= milioni di kW,kWhTW,TWh= miliardi dicorsi d’acqua, morsetti dei generatori elettricidell’energia assorbita dai macchinari

…… ed ora un esempio concreto di potenziale intervento

  • Superficie utilizzabile: copertura di ca. mq. 12.000 di un deposito. Il consumo annuo da soddisfare è ca 5 mln di KW, e l’impianto dovrebbe consentire di coprirne ca.  l’80% (impianto di refrigerazione , illuminazione e alimentazione macchinari per la movimentazione delle merci interamente robotizzato). Per la rimanente energia necessaria, il committente sara’ costretto a continuare ad acquistare energia dalla rete distributiva (Enel, Edison, A2a ecc).
  • Il committente sceglie la migliore tra 4/5 offerte ricevute dai maggiori fornitori presenti sul mercato. Un impianto su quella superficie produrrebbe fino a 700.000/1 mln di KW (a seconda dal tipo di pannello e di impianto scelto).  L’investimento previsto è € 3,5/4.0 mln + Iva (10%).
  • Questo progetto è considerato “pilota” e se i risultati saranno buoni, potrebbe essere replicato anche sulle altre strutture industriali distributive (centri smistamento merce e/o magazzini) dislocate sul territorio nazionale.

Il contributo che lo Stato riconosce tramite il Conto Energia a chi realizza un impianto sul tetto è di:

€ 0,40 per KW ed e’ fisso per 20 anni (€ 0,36 se fatto a terra, € 0,44 se collocato su strutture appositamente costruite come tettoie e coperture di fabbricati).

Inoltre il committente incasserebbe:

€ 0,10 (indicizzato al 40% del tasso di inflazione) per la cessione alla rete energetica di quanto non consumato (notte, weekend e chiusura stabilimento).

– I costi di manutenzione variano tra uno 0,40% e 0,50% annuo del costo dell’impianto.

– Se il progetto viene finanziato da banche (al 100% Iva esclusa), gli ulteriori costi sono rappresentati dagli interessi sul finanziamento (max 15 anni), e dal premio assicurativo del 0,35% – 0,40% del valore dell’impianto (polizza all-risks anche per mancato funzionamento salvo franchigia per i primi 3 gg).

– L’impianto se mantenuto in efficienza perde l’1% annuo di produttività e questa perdita viene solitamente garantita per i primi 2 anni dall’azienda produttrice del pannello (tedeschi e giapponesi sono i maggiori produttori con Mitsubishi e Sanyo, ma si stanno facendo sotto anche cinesi e americani).

– Considerato tutti i costi l’investimento sui ripaga da solo in 11/12 anni.

Esiste anche la possibilita’ di ricorrere al finanziamento delle Banche, che generalmente intervengono per il 70-80% del valore complessivo dell’investimento. 

Talvolta le banche finanziatrici chiedono garanzie supplementari (reali e/o personali) anche se in effetti potrebbero considerarsi sufficientemente cautelate dalla prevista cessione dei crediti di GSE (l’agenzia dello Stato che eroga il contributo) che materialmente avviene dopo circa un anno dall’avvio della pratica e dopo che l’ente fornitore (Enel, Edison, etc.) ha certificato che l’impianto è a norma e collegato correttamente alla rete.

E’ anche prassi che la Banca eroghi un anticipo sul finanziamento del 40% una volta che e’ stato firmato il contratto con l’installatore ed è stata fatta la DIA (Denunzia Inizio Attivita’).

AUTO A FUSIONE FREDDA

AUTO A FUSIONE FREDDAAUTO A FUSIONE FREDDA

Continua la serie di notizie concernenti sistemi innovativi di propulsione all’insegna del risparmio energetico, dopo l’auto ad acqua, ad idrogeno, a energia solare, ecco l’auto a fusione fredda.

Prima dell’estate nel corso di una pubblica dimostrazione, ancora una volta in Giappone, e’ stata illustrato un progetto per la produzione di energia con un motore Stirling mediante l’utilizzo della tecnologia detta di ‘fusione fredda’ .

il procedimento analogo a quello della Genepax di cui sembra essere un’evoluzione in quanto utilizza biossido di silicio (sostanzialmente sabbia SiO2) anziche’ gli elettrodi di metallo soggetti ad usura.

Per produrre un megawatt (pari a 1000 kw) di energia per alimentare il motore elettrico, sono necessari oltre 220 kg di sabbia.
Come spesso succede la spiegazione di come funzionano e’ sempre piuttosto vaga, comunque a furia di dedicare impegno e denaro nella ricerca, chissa’ che non si riesca veramente a trovare qualche alternativa al petrolio che ormai e’ diventato il fulcro intorno al quale girano economia e finanza mondiali.

AUTO AD ACQUA

AUTO AD ACQUAAUTO AD ACQUA

In giugno da Osaka rimbalzava sull’etere la notizia che una societa’ di engineering, la Genepax Co. Ltd.,  nel corso di un’intervista ad un giornale giapponese aveva dichiarato di aver in corso il rilascio del brevetto per un motore elettrico alimentato ad acqua. Non solo ma diceva che da un litro di acqua (dolce o salata) si poteva far muovere un’auto per un’ora a 80 kmh.

Di tanto in tanto la tematica del risparmio energetico fa capolino in rete suscitando, come ovvio, una miriade di articoli e commenti. E’ senz’altro una affascinante materia che sta al limite della scienza e della fantascienza e che se fosse vera e attuabile, avrebbe conseguenze stravolgenti per gli equilibri economico-finanziari (e non solo) dell’intero pianeta.

Il motore in pratica funziona grazie ad un generatore che utilizza l’idrogeno presente nell’acqua scomposto mediante l’elettrolisi, che alimenta una fuel cell per produrre l’energia elettrica necessaria e rilasciando …ancora acqua.  La spiegazione di per se’ e’ abbastanza semplice, forse anche un po’ troppo. in realta’ non e’ ben chiaro come funzioni la trasformazione in elettricita’ ed e’ giusto che sia cosi’!

Comunque gli stessi esponenti dell’azienda giapponese hanno ammesso che l’applicazione pratica non sara’ possibile nel futuro immediato.

In ogni caso, qualora fosse confermata la validita’ del procedimento e se il brevetto incontrasse l’interesse delle grandi case automobilistiche, l’iter verrebbe sicuramente accelerato in modo considerevole.  Cio’ anche tenuto conto del fatto che, almeno in apparenza, gli studi in questo campo vanno in direzione opposta… i vari sistemi sperimentali sembra che producano acqua anziche’ consumarla.  Vedremo se chi ha puntato in questa direzione e’ disposto ad invertire la rotta di 180 gradi.

INFLAZIONE IN AUMENTO IN U.S.A.

INFLAZIONE IN AUMENTO IN U.S.A.INFLAZIONE IN AUMENTO IN U.S.A.
Negli Stati Uniti l’economia segna il passo e, contrariamente alle proiezioni degli analisti, il tasso di inflazione segna una crescita doppia rispetto alle previsioni.
L’aumento dei prezzi che negli ultimi mesi sono cresciuti in modo significativo ha contribuito a ricondurre l’euro sotto quota 1,48 dollari.
A onor del vero, a tale incremento ha contribuito in misura molto incisiva l’aumento dei prezzi dell’ energia e dei prodotti energetici che con un incremento del 4% a luglio fa presumere un aumento tendenziale annuo superiore al 29%.
Al netto dei costi energetici invece l’aumento annuo risultera’ sensibilmente piu’ basso (2,5%) leggermente maggiore di quanto preventivato dagli analisti.

LA FINANZA ARABA ALLA CONQUISTA DI MONTECARLO

la finanza araba alla conquista di montecarloDopo l’investimento effettuato a New York con l’acquisizione di parte del Crysler Building ad opera di una Societa’ immobiliare degli Emirati Arabi Uniti,  ancora una impresa araba tenta un altro colpo prestigioso, questa volta in Costa Azzurra.

Infatti una societa’ immobiliare del Qatar, la Qatari Diar Real Estate Investment Co ha manifestato il proprio interesse ad aumentare in misura significativa la sua partecipazione minoritaria (attualmente detiene il 2,45%) nella Société des Bains de Mer di Montecarlo, societa’ che a Monaco possiede cespiti di prestigio come l’Hotel de Paris e l’Hermitage, oltre al controllo del Casino del Principato.
In pratica gli arabi sarebbero intenzionati a rilevare le quote in circolazione ad esclusione di quelle in mano al Principe Alberto II che non sembra comunque intenzionato a spossessarsi del controllo di questa ‘gallina dalle uova d’oro’ che recentemente ha ottenuto splendide performances raggiungendo i 460 mln di euro di fatturato con una crescita superiore al 15% rispetto all’anno precedente.

Attualmente il Principato possiede quasi il 70% del capitale della SBM (mentre il restante 30% e’ in mano a piccoli risparmiatori che pero’ non hanno voce in capitolo al tavolo dei bottoni) ed inoltre in base alla legge monegasca 600.000 azioni della SBM cioe’ circa il 30% circa del capitale totale intestate al Principato non sono trasferibili.

Naturalmente la notizia, che circolava ormai da mesi, ha creato disagio tra i sudditi ed i residenti in quanto se l’operazione andra’ in porto, la Diar diventera’ un partner minoritario, ma sempre importante e del quale si dovra’ tenere conto quando si dovranno prendere decisioni strategiche.

Il Principe sembra aver comunque giudicato positivamente l’offerta della Diar la quale in un comunicato ha manifestato l’intenzione di voler collaborare con la SBM per sviluppare le potenzialita’ sia in Europa che nel resto del mondo, in particolare nel settore turistico. La societa’ araba sta infatti portando a termine altre iniziative in Egitto ed in Marocco.

Particolare importanza nell’ambito della positiva performance della SBM la riveste indubbiamente il Casino che grazie alla ripresa dei proventi dalle sale da gioco e dalle slot machine sta restituendo con gli interessi gli investimenti sostenuti dalla SBM per ammodernarne le strutture.

Anche il settore alberghiero sta -come sempre- dando risultati lusinghieri con una trend di crescita superiore al 13% dimostrando con cio’ che il Principato costituisce sempre una meta in controtendenza in un panorama, come quello della riviera, che sta pagando il prezzo di una congiuntura in buona parte determinata da scelte sbagliate operate negli ultimi anni.


SALDI, SALDI, SALDI

saldi saldiEd ecco che stanno arrivando i saldi, ovvero le vendite promozionali di fine stagione.

In questa fase di congiuntura, condita di inflazione, aumento del prezzo del petrolio, crisi economica e via dicendo, tutti pero’ li stanno ansiosamente aspettando: I SALDI.

Ogni regione ha la sua bella data di inizio ed in Lombardia prenderanno il via il primo sabato di luglio e proseguiranno per due mesi fino al 2 settembre prossimo.

Le previsioni delle associazioni commercianti non sono però improntate all’ottimismo ed anzi dopo una prima fase di qualche giorno che sara’ sicuramente caratterizzata da un moderato consueto dinamismo, ci si attende una risposta tutto sommato tiepida da parte dei consumatori.

Peraltro quest’anno il periodo dei saldi estivi giunge dopo una lunga fase di mancati introiti che ha imperversato dall’inizio dell’anno ed a cui hanno contribuito oltre ai fattori sopra accennati anche l’andamento metereologico.

In particolare la contrazione ha sin qui riguardato principalmente i settori dell’abbigliamento, delle calzature e del tempo libero e le prospettive di poter riequilibrare una stagione compromessa con i saldi di fine stagione, sembrano veramente illusorie.

Il Movimento Difesa del Cittadino come in passato ha istituito uno sportello di assistenza al consumatore denominato ‘Pronto Saldi 2008′ che e’ possibile contattare telefonicamente durante le ore di ufficio o per e-mail agli indirizzi disponibili sul sito del MDC.

Con un minimo di attenzione e’ comunque possibile destreggiarsi tra le varie offerte piu’ o meno vantaggiose.

Alcune cose da tenere ben presente sono:

  • la materia e’ regolata dall’art 15 del DL 114/1998
  • qualora la merce risulti danneggiata o non conforme (entro due mesi dalla scoperta del vizio) e’ possibile chiederne la riparazione o la sua sostituzione o il rimborso.
  • la merce in saldo deve essere ‘di stagione’, se lo sconto supera il 50% e’ consigliabile diffidare. La merce in vetrina deve mostrare il vecchio prezzo, lo sconto ed il prezzo di saldo.
  • esigere e conservare sempre lo scontrino (attenzione alla carta trattata chimicamente che puo’ sbiadirsi)
  • diffidare dei capi dai quali sono state asportate le etichette.

ed ora via a fare shopping, ma senza farsi prendere la mano!

FUSIONI DELLE BANCHE

fusioni delle bancheIl processo che viene considerato inevitabile, necessario e da alcuni vantaggioso, di accorpamento in atto nel nostro Paese sta mettendo in evidenza alcuni fattori che i piu’ prestigiosi studi di consulenza da Accenture a KPMG etc non avevano considerato: l’Italia non  e’ come Gli U.S. o l’Inghilterra o la Francia e neppure la Germania. L’Italia e’ il Paese dove le banche sono nate, quando altrove si azzuffavano per i loro bisogni primordiali e dove tramandavano le tradizioni oralmente!

Siamo il Paese della Banca Commerciale Italiana (la glorioso e scomparsa COMIT!), della CARIPLO (la piu’ grande cassa di risparmio del mondo, anch’essa scomparsa!), del Credito Italiano, del Monte dei Paschi di Siena.  Oggi oltre a quest’ultima che e’ -per ora- sopravvissuta, abbiamo una anonima Intesa Sanpaolo nata da una fusione plurima la cui fine non si e’ ancora vista! ed altre due o tre realta’ dello stesso tipo, che non sono piu’ le banche di una volta e non sono ancora presenze sentite e significative in Europa.

In Italia fare banca non significa avere un negozio che invece di caramelle vende o compra denaro.   Fare banca in Italia significa, anzi significava, entrare nelle case, diventare partner, soci delle persone, essere non ‘consulenti’, ma ‘consiglieri’ che e’ tutta un’altra cosa. Insomma, con tutti i difetti che innegabilmente il sistema bancario italiano aveva, la banca in Italia ha svolto un ruolo importante e quando l’attivita’ veniva svolta con senso di responsabilita’ e professionalità (cosa molto piu’ frequente di quanto non si voglia far credere) esso ha aiutato la crescita economica soprattutto dal dopoguerra fino alla fine degli anni ottanta.

Dopo di allora questo patrimonio di conoscenze, di esperienze e di umanita’ e’ stato inutilmente sperperato, disperso in nome di una redditivita’ che poi forse non e’ neppure tanto redditizia.

Provate a sottoporre ad uno dei famosi ‘Consulenti’  il seguente intervento e avrete la prova che ormai questa e’ la direzione imboccata e che di qui non se ne uscira’ facilmente.

Se prendiamo per esempio una Filiale di provincia con trenta dipendenti che produce un profitto annuo netto, diciamo di un milione e mezzo di euro.

Riorganizziamo razionalizzandoli tutti i processi operativi.   Sostituiamo 5 impiegati allo sportello con una Teller Machine (una specie di macchina tuttofare che automaticamente riceve versamenti, consente prelievi di contante e prenotazione di servizi vari);   poi anziche’ eseguire le operazioni nel retrosportello inviamo tutti gli ordini da processare ad un centro di servizi esterno (in gergo ‘esternalizziamo’) e così facendo eliminiamo altri 10 impiegati e 3 commessi.

Infine con un’azione mirata cerchiamo di diffondere tra la nostra clientela l’utilizzo degli Home Banking (che tradotto in parole povere significa che il cliente fa lui, a casa sua, col suo PC e la sua corrente elettrica ed il suo tempo, quello che prima faceva la banca e in piu’ paga) riusciamo a ridurre di altre 5 unita’ il personale della nostra Filiale.

A conti fatti perderemo sì qualche cliente insoddisfatto, pero’ abbiamo ridotto il personale da 30 a 7 ed inoltre visto che la Filiale e’ diventata una piccola Agenzia anche per i vari ruoli come Direttore, Vice, Capo Contabile, non saranno piu’ necessarie risorse esperte e… costose.

A fine anno avremo piu’ o meno lo stesso risultato economico, ma lo avremo ottenuto con meno di un quarto del personale e quindi con risultato procapite decisamente piu’ performante (cosa che peraltro piace molto ai vertici per ‘motivi di stock options’!!!)

Grandioso!

bancaMa, … e gli altri 23 dipendenti che, forse e’ il caso ogni tanto di ricordarlo, sono persone con famiglia, figli e tutto quanto e’ necessario per essere anche consumatori, che fine avranno fatto?    Nessun problema, vengono spostati di qua e di la’ e alla prima occasione li rottamiamo, proprio come si fa con le auto!  e se poi abbiamo sbagliato qualche calcolo e ci occorre assumere, ci sono i contratti a tempo determinato (in banca vanno per la maggiore quelli di 3 anni!!) e magari come apprendistato costano ancora meno.

Beh certo la clientela non puo’ pretendere che le si faccia anche da consiglieri o consulenti.

Forse qualcosa va ripensata!

LA ROBIN TAX

robin taxLa Robin Tax inventata dal Ministro Giulio Tremonti, che dovrebbe consistere in un prelievo forzoso dei proventi di alcune categorie di imprese, petrolieri, banche ed assicurazioni, potrebbe rivelarsi un provvedimento piu’ di facciata che di sostanza, visto che nello specifico sembra trattarsi di meno di 300 milioni di euro la quota destinata al fondo per i meno abbienti.

Questo e’ il grido che lanciano le associazioni di consumatori in ciò accomunate alla Corte dei Conti che proprio oggi ha messo in evidenza il rischio di mancare gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica distratti dal reperimentoi di risorse ‘facili’.  Infatti la manovra di riequilibrio dei conti per il triennio 2009-2013 prevede che ben il 21% del fabbisogno derivi da nuove entrate fiscali anziche’ puntare sul tanto auspicato ma poco perseguito taglio delle spese. Infine poiche’ il problema della crescoita economica del Paese deve necessariamente puntare sulla riduzione della pressione fiscale, questo provvedimento sembra andare nell’opposta direzione se, come probabile, i settori interessati troveranno il modo di recuperare sui consumatori finali i maggiori oneri richiesti dall’Erario innescando così un processo a catena.

Si possono studiare meccanismi di cautela del consumatore come la cosiddetta clausola salva-utenti, che evitino la sopracitata ritorsione, ma alla fine cio’ richiederebbe la costituzione di organismi di controllo che -ammesso che funzionino- finirebbero comunque per ridurre ulteriormente la gia’ limitata efficacia.

In sostanza quello che viene chiesto all’azienda Italia da parte di Bruxelles e degli osservatori internazionali, non e’ di trovare soluzioni fantasiose, ma di puntare ad una seria programmazione che stimoli la ripresa economica e che le consenta quanto meno di tenere il passo degli altri Paesi Membri che sebbene soffrano anch’essi della situazione congiunturale, non sono comunque sempre a rischio di stallo.

FINANZIAMENTI CEE

Finanziamenti CEE AgevolatiGli interventi agevolati della Comunità Europea sono generalmente forme di finanziamento concesse per promuovere la ricerca o lo sviluppo di determinati settori in determinate aree geografiche o per sviluppare particolari progetti o campi di interesse.
Essi possono avere la loro peculiarità nell’agevolazione del tasso, mediante un contributo in conto interessi che riduca l’onerosità del finanziamento, oppure addirittura mediante una forma di contributo a fondo perduto in conto capitale.

Il Finanziamento Europeo.

Le imprese che accedono a questo tipo di finanziamento entrano a far parte di un meccanismo che prevede che siano almeno tre le imprese partecipanti al singolo progetto, che provengano da almeno due diverse nazioni europee.
Tali tipi di progetti sono normalmente legati alla ricerca ed all’innovazione , in particolare miranti all’analisi e soluzione dei problemi gestionali delle piccole e medie imprese. Tale tipo di intervento, che per progetti di breve durata (da 1 a due anni) puo’ arrivare a coprire fino al 75% del progetto, puo’ essere chiesto comunque da imprese operanti in qualsiasi settore economico.

I Finanziamenti Agevolati Studenti.

Si tratta ovviamente di una forma di finanziamento destinata agli studenti.

Possono accedervi studenti universitari tra i 18 e 35 anni ed e’ finalizzato a sovvenzionare le spese di sostentamento e per le rette universitarie, l’acquisto dei libri o del computer.

Una caratteristica molto apprezzata e’ data dal fatto che l’iter per il suo ottenimento e’ abbastanza semplice.

FINANZIAMENTI AGEVOLATI

finanziamenti agevolatiParliamo un po’ di Finanziamenti Agevolati.

Questo strumento e’ in pratica una forma di finanziamento che consente ai prenditori, siano essi piccole o medie imprese o anche singoli imprenditori o addirittura privati di accedere al credito a tassi di favore, generalmente disgiunti sia dalla singola capacita’ di credito dei richiedenti che dalle variazioni ed oscillazioni del mercato.

Possono essere a breve o a medio lungo termine (normalmente si considerano a breve termine quei finanziamenti il cui rimborso o piano di ammortamento non supera i 18 mesi) e la destinazione puo’ andare dall’integrazione delle spese di attivazione di una nuova societa’, all’acquisto di un nuovo macchinario, al cambio della sede sociale, alla semplice integrazione delle necessita’ di circolante. Ma possono essere anche richiesti per la ristrutturazione dell’abitazione o per spese legate a viaggi di studio, etc.

Poiche’ indubbiamente il poter ricorrere a queste forme di finanziamento costituisce un’agevolazione che finisce per privilegiare chi ne beneficia, per poter accedere a tali tipi di agevolazioni occorre rientrare in determinati parametri stabiliti direttamente dai vari bandi emanati dalle Regioni, dai vari Stati della Comunità Europea o dagli organismi della Comunità stessa.

Blitz di arresti a Wall Street

Blitz di Arresti a Wall StreetProprio pochi giorni fa ci ponevamo il dubbio se la faccenda dei mutui subprime era nella sua fase conclusiva o se eravamo solo all’inizio. Ecco che la risposta non si e’ fatta attendere. Altri 60 arresti si sono aggiunti agli oltre 200 già effettuati da marzo ad oggi. Principalmente si tratta di operatori finanziari e di società sotto inchiesta con l’accusa di aver perpretato le frodi legate ai mutui subprime. Le perdite stimate dal FMI sono di ca. 1000 miliardi di dollari.

Tra gli arrestati dei giorni scorsi ci sono anche esponenti della Bear Stearns che e’ stata al centro dello scandalo.   In pratica sono accusati di aver indotto in modo ingannevole gli investitori inducendoli ad esporsi acquistando quote di fondi che loro sapevano essere in procinto di fallire a causa della crisi innescata dalla incapacità delle famiglie americane di far fronte agli impegni finanziari assunti per l’acquisto di immobili, determinando di fatto la situazione di stallo delle banche americane.

Come avevamo detto la puntata non sembra finire qui, anzi…

Sicuramente ci ritroveremo qui a breve per parlarne ancora.

CRISI DEI MUTUI SUBPRIME

crisi dei mutui subprimeCome era facilmente prevedibile i primi pesanti effetti della Crisi del Credito cominciano a manifestarsi nei bilanci delle principali banche mondiali, particolarmente di quelle Usa ed Europee.

In effetti le tensioni causate dalla finanza strutturata in cui titoli di dubbia solvibilità (da qui il termine subprime) si sono trovati mescolati in modo trasversale con obbligazioni ed azioni di buona qualità.

Occorre dire che lo scoppio della bolla speculativa dei mutui subprime rappresenta un semplice aggiustamento fisiologico del mercato che reagisce a situazioni di speculazioni spinte che determinano la prevaricazione da parte degli interessi di alcuni investitori su altri. Così facendo il mercato tende a riacquistare la situazione di equilibrio a danno delle posizioni maggiormente speculative.

L’intervento governativo in questo caso serve solo a ritardare l’emergere del problema nel tentativo di salvaguardare questa o quella lobby, ma prima o poi il problema non puo’ che uscire alla luce del sole con le conseguenze del caso.

La crisi dei mutui subprime non ha risparmiato neppure i quartieri alti delle citta’ americane, da Greenwich a N.Y., a Berverly Hills nel North L.A. fino a Palm Beach in Florida dove i prezzi sono crollati di quasi il 40% nel primo trimestre del corrente anno e dove si e’ assistito all’incremento in misura esponenziale dei casi di esproprio di abitazioni, fenomeno sintomatico di una situazione esplosiva che deve ancora mostrare il peggio.

Secondo dati recentemente pubblicati da Mediobanca, dall’analisi del mercato Usa appare che le principali banche americane hanno sofferto in misura considerevole della crisi subprime. In particolare il panorama alla fine del 2007 vedeva – in contrapposizione netta a quanto avveniva l’anno prima – uno scenario notevolmente mutato a seguito delle rilevanti perdite registrate dalle piu’ importanti banche Usa in connessione alle esposizioni verso clientela subprime.    Il loro utile corrente e’ mediamente diminuito del 40%  (contro una riduzione del 20% in Europa ed una riduzione marginale in Giappone).

Dallo studio di Mediobanca emergeva anche la posizione privilegiata delle banche Europee (quelle italiane un po’ meno) rispetto a quelle Usa sotto il profilo del tax rate che mentre in Europa si attesta intorno al 24%, in america grava sulle banche per il 32%

Infine invece a sfavore delle banche del vecchio continente c’è la ancora insufficiente concentrazione: infatti mentre le prime 5 banche Usa rappresentano il 75% del settore e quelle giapponesi l’80%,  in Europa esse rappresentano solo il 30% lasciando quindi spazio a potenziali processi di agglomerazione a cui necessariamente si dovra’ pensare nel breve termine.

MA L’ITALIA E’ A RISCHIO SUBPRIME?

Dopo i timori che hanno fatto tremare i mercati finanziari da Wall Street fino alla vecchia Europa ed all’Asia a causa dei mutui subprime dopo il crollo -a meta’ marzo- di Bear Stearns, quinta banca Usa che a causa di perdite iscritte a bilancio per 2mld di dollari legate ai mutui subprime  ha visto in una sola seduta di borsa svanire il 50% della sua capitalizzazione, Ben Bernanke, Governatore della Federal Reserve e’ prontamente intervenuto sia tramite la JP Morgan sia riducendo il costo del denaro.    Cio’ da una parte ha dato una boccata di ossigeno all’economia americana, ma dall’altra ha iniziato un processo inflazionistico che potrebbe essere foriero di spiacevoli conseguenze tutt’altro che trascurabili, e nemmeno nel lungo periodo.
Si stima che le esposizioni Usa per cartolarizzazioni di mutui ad alto rischio assommino a 400 mld. di dollari e questo la dice lunga su cosa ci aspetta dietro l’angolo!
Fino a che Bernanke continuera’ in questa politica, tenendo il coperchio ben premuto sul vaso di Pandora, non si dovrebbero registrare forti contraccolpi. Tuttavia siamo un po’ tutti a rischio perche’, come hanno dimostrato recentemente anche le svalutazioni di Credit Suisse e UBS, il problema subprime puo’ colpire in modo inaspettato e su tutti i mercati.
L’Italia per ora sembra tutta assorbita dai suoi affari interni, siano essi Alitalia, Tav o altro, tuttavia non sottaciamo che da noi ci sono due grossi istituti bancari molto attivi sui mercati finanziari internazionali e potenzialmente potrebbero riservare qualche sorpresa.
PAROLE CHIAVE :
Mutui Subprime:  Finanziamenti o mutui pluriennali concessi a clienti potenzialmente a rischio. In seguito al trend di crescita dei tassi d’interesse molte famiglie non sono state in condizione di far fronte ai propri impegni e non hanno rimborsato le rate del piano di ammortamento
Insider Trading: reato che consiste nel trarre profitto da parte di soggetti che per la loro particolare posizione all’interno della società, hanno accesso a informazioni riservate e che li pongono in posizione privilegiata rispetto agli altri investitori.

CRISI DELLE BANCHE

Ma siamo sicuri che ormai la crisi delle Banche in Italia sia finita? che la crisi del credito innescata dai mutui subprime americani abbia terminato di seminare sfiducia nei risparmiatori italiani?

Un mese fa Warren Buffett, personaggio di spicco del mondo finanziario statunitense diceva che ‘il peggio e’ ormai passato a Wall Street‘. Invece, dopo il maxi aumento di 6 mld di dollari che insieme alla vendita di assets per raccogliere liquidita’ messe in atto da Lehman Brothers, qualche giorno fa anche Merrill Lynch sembra intenzionata a cedere la sua partecipazione in Bloomberg per raccogliere fondi.

Ormai e’ uno stillicidio di notizie che dopo lo scoppio della crisi dei mutui americani lo scorso agosto ha determinato una caduta del valore delle principali banche internazionali, sia in Amercica che in Europa ed in Asia che si sono deprezzate mediamente del 30% sulle varie borse.

Anche in Europa la situazione non e’ migliore. Barclays e Royal Bank of Scotland hanno perso in un mese tra il 30 ed il 38%, UBS , Intesa Sanpaolo e Unicredit un po’ meno.

Tutto cio’ contribuisce a mantenere un clima di incertezza sui mercati e qualcuno sostiene che una eventuale riduzione dei valori immobiliari potrebbe determinare un ulteriore peggioramento.

ITALIA. CRESCITA O STAGNAZIONE?

italia crescita o stagnazioneTutti gli indicatori fanno presagire un periodo nero per il nostro Paese, sicuramente meno brillante degli altri in Eurolandia. A Bruxelles anche le piu’ rosee aspettative non vanno oltre una crescita prossima allo zero. Solo il Governo e pochi osservatori ipotizzano la possibilita’ di conseguire una crescita intorno all’ 1% puntando su una concomitanza di fattori favorevoli che, per la verita’, ai piu’ sembra un po’ troppo ottimistica. Innanzi tutto l’aspettativa che la fase di riduzione dei tassi Usa sia giunta ormai al termine e quindi che la conseguente ripresa di valore del biglietto verde finirebbe per favorire la riapertura dei mercati americani alle nostre esportazioni. La convinzione che la nostra industria, che durante questa fase si e’ rivolta ai mercati asiatici, si sia nel frattempo anche rafforzata e sia ora pronta a riaffermare la sua potenzialita’ ed infine la determinazione dimostrata in questo avvio di legislatura che, Berlusconi in testa, sembra aver imboccato la giusta direzione per il risanamento dell’economia.

In realta’ a questa visione ottimistica fa contrappunto una previsione piu’ cauta che vede in alcuni fattori che incombono minacciosi sulle nostre teste il preludio ad un marcato peggioramento delle prospettive. In particolare la dinamica dei prezzi al consumo che sembra non doversi arrestare e che potrebbe innescare una pericolosa e temuta spirale inflazionistica e la crisi del credito che sta imperversando in tutta l’Area Euro, dopo aver creato non pochi problemi oltreoceano. Su questo aspetto verosimilmente le conseguenze si faranno sentire anche per lunghi periodi vanificando gli sforzi, anche dolorosi, che alcuni grossi organismi finanziari hanno fatto anche nel recente passato per far pulizia nei propri bilanci.

In sostanza ci sarebbero le premesse e le possibilita’ concrete per assistere ad un tentativo di non rimanere troppo indietro rispetto ai nostri partners europei (ricordiamo che la crescita media dovrebbe essere intorno al 1,5%) e tali potenzialita’ consistono soprattutto nella capacita’ di spesa della gente, che a sua volta e’ strettamente connessa a quanto lo Stato lascera’ loro nelle tasche dopo il prelievo fiscale. In definitiva se l’azione timidamente intrapresa dal Governo continuera’ con lo stesso vigore, potremmo anche assistere ad un certo risveglio della nostra economia.

L’Altalena del Biglietto Verde

MA PERCHE’ IL DOLLARO E’ SCESO?

Sicuramente uno dei fattori che ha determinato la spinta al ribasso delle quotazioni del dollaro va ricercato nella crescita del prezzo del petrolio che nell’arco degli ultimi 18 mesi e’ aumentato di oltre l’80% arrivando a raggiungere i 150 dollari per barile. Un altro elemento che ha agevolato l’andamento ribassista puo’ essere individuato nella dinamica dei tassi USA. La FED nel tentativo di difendere il potere d’acquisto del biglietto verde e frenare spinte inflazioniste ha continuamente tagliato i tassi di interesse fino a giungere a rendimenti prossimi al 2% scoraggiando di fatto gli investitori stranieri e accelerando il processo di ribasso.

La diminuzione della valuta americana negli ultimi 5 anni e’ stata sensibile (-50%), così come il suo deprezzamento nei confronti dell’Euro e potrebbe non essere terminata!

Molti operatori, così come molti economisti si aspettano una inversione di tendenza. A sostegno di questa convinzione (o speranza?) viene sottolineata la sottovalutazione del biglietto verde tenendo conto del suo effettivo potere d’acquisto in raffronto all’analogo potere per l’euro. Un secondo fattore che dovrebbe avvalorare questa previsione sarebbe rappresentato dal fatto che si ritiene raggiunto il livello minimo del differenziale tra tassi Usa e tassi europei. Infine ci si attende una fase che dovrebbe vedere una brusca frernata dell’econia di Eurolandia in presenza di una leggera graduale ripresa di quella americana.

Recentemente Mario Deaglio su un quotidiano asseriva che alla base dei grandi mutamenti degli equilibri del sistema economico mondiale vi sono almeno tre fattori. Il primo e’ costituito da una moltitudine di nuovi consumatori che si sta affacciando sul mercato con una domanda alimentare di base, in particolare di cereali quali non si era mai vista. Si tratta di almeno un miliardo di persone che nel breve periodo sono destinati a raddoppiare creando effetti a catena difficili da immaginare.

Un secondo aspetto e’ costituito dal fatto che da Cina, India e Sud America promana una enorme domanda di energia e di petrolio. Anche se questo stimolera’ la ricerca di nuove fonti e nuovi giacimenti, cio’ non sara’ sufficiente per limitare gli effetti che tale domanda avra’ necessariamente sui livelli dei prezzi.

Infine il dollaro sta perdendo gradualmente la sua centralita’ ed e’ sempre meno moneta esclusiva per le transazioni internazionali e come riserva di valore.

D’altra parte un’altra corrente di pensiero, sostenuta da molti analisti ed esperti dei mercati valutari sostengono invece che la crisi del dollaro stia volgendo al termine, anche se la sua ripresa sara’ molto piu’ lenta e graduale di quanto non sia stata la sua caduta.

Ancor piu’ probabili sono queste previsioni, per così dire positive, quanto piu’ si sposta in avanti l’orizzonte temporale. Un mio convincimento e’ che il corrente anno vedra’ un assestamento del rapporto euro/dollaro intorno a valori tra l’ 1,40 e l’ 1,50 e forse anche meno. Queste considerazioni si basano sulla fiducia nelle capacita’ di recupero del mercato americano. Il dollaro debole, qualcuno ha detto (ed io condivido) puo’ anche essere una buona valvola di sfogo per l’economia Usa che ne pu’ approfittare per migliorare la sua bilancia commerciale e saranno proprio gli Usa che saranno il primo Paese a ripartire, quando sara’ il momento.

Il barometro che credo possa fornire una chiave di lettura per cercare di formulare previsioni apprezzabili sull’andamento dei mercati in Eurolandia, dovrebbe proprio essere l’osservazione della risposta americana alle difficolta’ di questi prossimi mesi.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER LA FAMIGLIA

agevolazioni per la famiglia

Come risparmiare e contemporaneamente migliorare la qualita’ della vita.

La possibilita’ di detrazione dall’IRPEF delle spese sostenute per migliorare il risparmio energetico e’ stata prorogata fino al 2010.

In sostanza sono consentite agevolazioni fiscali che consistono nella possibilità di detrarre fino al 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica di edifici esistenti fino a un massimo di € 100.000; per la coibentazione (installazione o rinnovamento di finestre o  pareti) fino ad un valore massimo di €60.000; per l’installazione di pannelli solari fino ad un massimo di € 60.000; per nuovi impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore fino ad un massimo di € 30.000.

Tutte le detrazioni vanno ripartite in almeno tre e massimo 10 rate annuali (a giudizio del contribuente che deve esprimerlo in sede di richiesta). Il pagamento delle spese deve avvenire con bonifico bancario o postale e, salvo che per le sostituzioni di porte e finestre, occorre la certificazione energetica da consegnare all’ENEA.

E’ inoltre possibile detrarre dall’IRPEF il 19% degli oneri, da calcolarsi su un ammontare massimo di € 1.000 sostenuti per il pagamento delle commissioni di intermediazione immobiliare.

In campo energetico e’ infatti da tempo in corso una campagna per il risparmio energetico e la razionalizzazione delle abitazioni mediante la coibentazione o il cambio di elettrodomestici obsoleti. Tale campagna avviata negli anni scorsi anche quest’anno prosegue.   Così e’ possibile ottenere una detrazione pari al 20% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di € 200 per la sostituzione di un apparecchio refrigeratore (occorre presentare la fattura o scontrino recante i dati identificativi dell’acquirente , la classe energetica > di A+ e la data di acquisto oltre alla autocertificazione da cui risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito e le modalita’ di smaltimento).

La Finanziaria 2008 ha anche introdotto la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi ‘di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale’ fino ad un massimo di € 250 per un importo detraibile in valore assoluto pari a €47,50 (ovviamente a condizione che non siano state gia’ oggetto di detrazione ad altro titolo). Ovviamente non deve trattarsi di utilizzo occasionale ed episodico dei mezzi pubblici.

Dal 2007 e’ anche possibile detrarre il 19% su un importo massimo di € 210 per ogni ragazzo di età tra i 5 e i 18 anni (figlio o equiparato) per le spese sostenute per l’iscrizione e l’utilizzo di impianti e di strutture sportive.

Detrazione fino al massimo di € 500 pari al 19% del canone di locazione fino a € 2.633 per studenti iscritti a corsi universitari in città che distano almeno 100 km da quella di residenza.

E’ stata anche estesa agli anni 2008, 2009, 2010 l’agevolazioni per ristrutturazioni edilizie per interventi volti al recupero di parti comuni di edifici residenziali o interventi su singole abitazioni.

L’importo massimo detraibile e’ di € 48.000 pari al 36% delle spese effettivamente sostenute e documentabili. Tale ammontare e’ inteso per singola unità; deve essere ripartito in 10 anni (per i contribuenti di 75 e 80 anni l’ammontare puo’ essere ripartito rispettivamente in 5 e 3 anni).      L’elenco dei lavori interessati dalle agevolazioni e’ quello riportato nell’art. 3 del T.U. approvato con D.P.R. 6/6/2001 n.380

Oltre all’agevolazione sopra indicata e’ prevista anche l’applicazione di un’aliquota I.V.A. agevolata del 10% sulle prestazioni di servizi connessi agli interventi edilizi.

E’ inoltre possibile fruire delle agevolazioni anche per l’acquisto di abitazioni ristrutturate da imprese edili (36% del 25% del prezzo di acquisto sino ad un massimo di € 48.000) a condizione che l’edificio sia totalmente ristrutturato , che i lavori siano stati eseguiti tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2010 ed il rogito avvenga entro il 30 giugno 2011.