ANDAMENTO EURO DOLLARO

ANDAMENTO EURO DOLLARO
I recenti ulteriori ribassi del dollaro USA rispetto a molte altre valute sembra lasciare perplessi molti analisti in quanto il piano di ricapitalizzazione predisposto dal Governo Americano avrebbe dovuto servire da stimolo per una ripresa che di giorno in giorno parrebbe logico aspettarsi.

Le ragioni per cui l’attesa ripresa del biglietto verde non si e’ verificata viene individuata dal fatto che tecnicamente gli effetti dell’attuazione del suddetto piano sono articolati nel tempo in modo da non rendere visibile e immediatamente percepibile dall’investitore l’aumentato grado di sicurezza dei titoli azionari degli enti finanziari.

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Infatti il principale beneficio derivante dal programma di ricapitalizzazione sopra accennato dovrebbe essere quello di garantire disponibilita’ di cassa alle principali istituzioni finanziarie americane contribuendo ad aumentare la fiducia del consumatore/investitore nei confronti delle Banche e degli Enti Finanziari scoraggiando nel contempo il potenziale dirottamento delle giacenze o il disinvestimento di quanto ancora mantenuto presso il sistema finanziario.

Normalmente la tendenza del Dollaro USA, come di altre divise, e’ quella di rafforzarsi in presenza di una diminuzione diffusa della propensione al rischio da parte degli investitori, mentre il rapporto di cambio scende quando tale fiducia nei mercati finanziari migliora.

Risulta tuttavia evidente che in questa fase le regole vengono sovvertite o quantomeno non rispondono alla normale logica di mercato.

I dati relativi alle vendite al dettaglio in USA mostrano una costante diminuzione, segno che si sta verificando un progressivo peggioramento del livello di occupazione e quindi delle condizioni di vita con effetti prevedibili nel breve periodo di una ulteriore contrazione dei consumi.

Nella sostanza comunque le prospettive non certo positive per i prossimi mesi per tutta l’area Euro, unitamente al persistere del trend di diminuzione dei tassi di Eurolandia, sembrano confermare quanto sia ragionevole aspettarsi un recupero, sia pur non eclatante, della moneta americana nei confronti delle altre divise, Euro in testa a partire dalla fine di questo mese.

LAVORO NERO IN PARLAMENTO

LAVORO NERO IN PARLAMENTO LE IENE puntata del 3 aprile 2009

Come sempre grandiose le Iene! Questa volta l’argomento e’ fornito dal malcostume in auge a Montecitorio dove i Parlamentari (forse non tutti, ma quasi..!) sono soliti retribuire in nero i propri collaboratori.

Pare, anzi e’ stato dichiarato da Sergio D’Elia dell’Uff. Presidenza della Camera che su 683 assistenti solo 54 sono ‘a titolo oneroso’ cioe’ con un contratto regolare, tutti gli altri sono a titolo gratuito, che vuol dire che o sono fuori di testa e lavorano gratis o forse piu’ verosimilmente vengono pagati in nero, come peraltro molti di loro hanno dichiarato.

Ottimo il servizio della trasmissione, ma pessima l’immagine data a tutti i cittadini da parte di chi dovrebbe dare l’esempio. C’e’ proprio da vergognarsi di essere italiani!  Come si puo’ pensare che i contribuenti paghino le loro tasse quando perfino i loro rappresentanti fanno i furbi!!! … e lo fanno con i soldi degli stessi contribuenti!

Penosi ed imbarazzanti i tentativi di giustificarsi da parte degli onorevoli intervistati…..di tutti gli schieramenti: questi sono gli unici argomenti che li vedono tutti d’accordo.

.. e in piu’, intervistati dalle Iene, i nostri cari ‘onorevoli’ si risentivano pure e anche con arroganza. Questa e’ l’Italia!   VERGOGNA VERGOGNA

SILVIO BERLUSCONI E L’AUMENTO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI

SILVIO BERLUSCONI E L’AUMENTO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI Tutti tranquilli! Il Premier Silvio Berlusconi ha rassicurato tutti affermando che il potere d’acquisto dei salari dei dipendenti in questi ultimi tempi e’ aumentato e quindi non c’è motivo per non continuare a darsi allo shopping!

SILVIO BERLUSCONI E L'AUMENTO DEL POTERE D'ACQUISTO DEI SALARI

Probabilmente quando si riferisce ai dipendenti il Premier intende parlare dei Managers delle banche o dei Dirigenti del pubblico impiego. Forse sarebbe meglio se facesse visita agli stabilimenti Fiat o nelle piccole fabbriche del Nord Est, che cominciano ad accusare i segnali della crisi e parlare con questi dipendenti e sentire da loro cosa ne pensano.

Ma Silvio Berlusconi prosegue nell’elargire consigli a tutti e suggerisce agli imprenditori di … non leggere i giornali perche’ sono dispensatori di energia negativa e istigano al pessimismo (questa tecnica sembra che si rifaccia alle abitudini degli struzzi!).

Strani consigli dal Presidente del Consiglio!!!

LAVORARE IN BANCA

lavorare in bancaLAVORARE IN BANCA

Qualche anno fa, anzi e’ meglio dire molti anni fa, il sogno delle mamme italiane per i propri figli era il fatidico ‘posto in banca’ che automaticamente significava ‘lavoro sicuro e stipendio fisso.

Ma oggi e’ ancora un impiego ambìto lavorare in banca?

Nel panorama scoraggiante insicuro e con poche prospettive concrete per il futuro che si presenta ai giovani che oggi si affacciano al mondo del lavoro, lavorare in banca costituisce ancora, tutto sommato, una discreta soluzione, anche se va detto che ormai non e’ piu’ come una volta.

Negli anni sessanta settanta e forse anche all’inizio degli anni ottanta l’impiegato di banca per il solo fatto di essere un ‘dipendente di banca‘ godeva di un un alone prestigioso, forse frutto della memoria di una funzione ‘sociale’ svolta dalle banche nel periodo del dopoguerra come catalizzatore della fase di ripresa economica dopo gli orrori bellici.

Alle banche, e quindi anche ai loro dirigenti, funzionari, ma anche impiegati commessi e usceri era tributato una sorta di omaggio, una sorta di riconoscimento di status sociale. Venivano perdonate le magagne e le nefandezze che pur le banche avevano portato a termine durante e dopo la guerra.  O forse di queste non ce n’era neppure la conoscenza!

Fatto sta che l’assunzione in banca era salutata sempre con estrema soddisfazione dalla famiglia e lo stipendio era sicuramente rapportato al prestigio del ruolo.   Il primo stipendio di un impiegato di banca – che negli anni 70 poteva essere intorno alle 200.000 lire – era sicuramente superiore a quello di un giovane ingengnere alle prime armi.

poi negli anni le banche hanno mostrato anche i loro lati meno edificanti, qualcuna addirittura e’ fallita… cosa impensabile … e ovviamente si e’ scoperto come le conseguenze dei dissesti finanziari di un istituto di credito possano essere devastanti.

Ma cio’ aveva lasciato il segno in quanto era stata minata la fiducia popolare verso le banche e quindi anche chi lavorava all’interno di tali organizzazioni non era piu’ considerato infallibile o di un altro mondo come prima avveniva.

Poi sono iniziate le ristrutturazioni, le fusioni, le aggregazioni, i raggruppamenti, …. tutti con grandi sacrifici a carico dei dipendenti che si sono visti sottrarre ogni volta un po’ di quella sicurezza che era stata il motivo per cui erano entrati in banca.

Questi processi venivano portati avanti all’insegna della globalizzazione, e sull’altare di questa ‘globalizzazione’ di cui tutti parlavano e parlano, sono stati sacrificati nomi prestigiosi di Istituti che hanno fatto grande il nostro Paese: la Banca Commerciale Italiana, la Cariplo, il Credito Italiano…. tutte sparite o meglio fagocitate da anonimi gruppi che ‘modernizzandone’ le strutture ed efficentandole le hanno spersonalizzate facendo perdere le tracce. ed ora abbiamo Capitalia, Intesa Sanpaolo che, pur essendo ai vertici della classifica delle grandi banche europee, sono pressocche’ sconosciute!

Chi scrive non e’ un nostalgico del tempo che fu, ma solo vede, con rammarico, perse delle competenze, delle esperienze e dei valori che forse andavano conservati.

Insieme all’efficentamento e nell’ottica del risparmio dei costi che inevitabilmente le aggregazioni portano con se’ (e diciamolo pure che e’ il vero motore che le anima) la crescita professionale non e’ stata la cosa piu’ tenuta in considerazione. Anzi…

In realta’ il concetto di razionalizzazione e di efficentamento, che normalmente sono competenze ed expertise che albergano nelle valigette ventiquattrore dei consulenti di McKinsey, Accenture o altre, si possono sintetizzare in un semplice concetto: far svolgere il medesimo lavoro nel minor tempo possibile ed al costo piu’ basso.

Il mezzo piu’ adatto per conseguire il risultato appena accennato e’ quello di ‘standardizzare’ i processi e per usare una metafora e usando un termine preso a prestito dall’industria dell’auto (che questi concetti ha conosciuto e messi a profitto per prima) impostare un processo a ‘catena di montaggio’.

Questo consente di risparmiare sui tempi, ma anche di abbassare la necessita’ di personale esperto perche’ non occorre esperienza per premere pulsanti o avviare programmi che sulla base di parametri prestabiliti prevedono risposte prestabilite.

…e’ un bel quadretto!

ed in questo quadretto,  alla meritocrazia, alla professionalita’ ed alle aspettative in termini di percorsi di carriera viene riservato solo un angolino in basso a destra e magari poi non si vede neppure perche’ ci metton su il bollino col n. di catalogo del quadro!!

La verita’ e’ semplice: per poter fare il direttore di una piccola o media filiale non servono molte qualita’ o comunque non e’ necessario aver maturato esperienza sul campo, perche’ non ci sarebbe neppure la possibilita’ di metterla in pratica.

I programmi utilizzati per la concessione prestiti e finanziamenti, per esempio, sono spesso in versione prospetto-tipo-quiz da crocettare e poi il computer decide se il richiedente ha o meno i requisiti per poterli rimborsare e ne determina l’ammontare massimo erogabile.

Beh effettivamente anch’io non pagherei un ingegnere edile per farmi mettere le piastrelle del bagno!!!

Ma infine qual’e’ lo stipendio di un impiegato con 4-5 anni di anzianita’ che non sia figlio di questo o quel politico o che non ricopra ruoli particolari per meriti particolari …. ?

intorno ai 1.200 – 1.400 euro al mese.

che anche se non sono da disdegnare non possono far impazzire dall’entusiasmo.

Va detto anche che di questi tempi molte banche assumono solo con Contratti a tempo determinato e talvolta a 3 anni!  e lo stipendio base e’ un po’ piu’ bassino. Altro che posto fisso!