CONFUCIANESIMO, ANNIVERSARIO NASCITA DI CONFUCIO

CONFUCIANESIMO, ANNIVERSARIO NASCITA DI CONFUCIO Google dedica il suo nuovo logo a Confucio nel 2560° anniversario della sua nascita. Confucio filosofo cinese dal quale ebbe origine la dottrina filosofica del Confucianesimo. I fondamenti di tale dottrina si possono riassumere in: onesta’, rispetto per le gerarchie, correttezza personale, giustizia e sincerita’  elementi che hanno consentito la sua affermazione sulle altre dottrine filosofiche circa 2000 anni fa in Cina. Il Confucianesimo ha avuto parte preponderante anche nella formazione delle culture coreana, vitnamita e giapponese.

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NOKIA 5800 XPRESSMEDIA

Nokia 5800 XpressMediaNokia il suo primo cellulare con schermo touch-screen. Display touch-screen 3,2 pollici, fotocamera da 3,2 megapixel.

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640 x 360 pixel
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Quad-Band GSM (850 / 900 / 1800 / 1900 Mhz)
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interna: 140 MB

DIMENSIONI E PESO

111 x 52 x 14.5 mm
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LAVORARE IN BANCA

lavorare in bancaLAVORARE IN BANCA

Qualche anno fa, anzi e’ meglio dire molti anni fa, il sogno delle mamme italiane per i propri figli era il fatidico ‘posto in banca’ che automaticamente significava ‘lavoro sicuro e stipendio fisso.

Ma oggi e’ ancora un impiego ambìto lavorare in banca?

Nel panorama scoraggiante insicuro e con poche prospettive concrete per il futuro che si presenta ai giovani che oggi si affacciano al mondo del lavoro, lavorare in banca costituisce ancora, tutto sommato, una discreta soluzione, anche se va detto che ormai non e’ piu’ come una volta.

Negli anni sessanta settanta e forse anche all’inizio degli anni ottanta l’impiegato di banca per il solo fatto di essere un ‘dipendente di banca‘ godeva di un un alone prestigioso, forse frutto della memoria di una funzione ‘sociale’ svolta dalle banche nel periodo del dopoguerra come catalizzatore della fase di ripresa economica dopo gli orrori bellici.

Alle banche, e quindi anche ai loro dirigenti, funzionari, ma anche impiegati commessi e usceri era tributato una sorta di omaggio, una sorta di riconoscimento di status sociale. Venivano perdonate le magagne e le nefandezze che pur le banche avevano portato a termine durante e dopo la guerra.  O forse di queste non ce n’era neppure la conoscenza!

Fatto sta che l’assunzione in banca era salutata sempre con estrema soddisfazione dalla famiglia e lo stipendio era sicuramente rapportato al prestigio del ruolo.   Il primo stipendio di un impiegato di banca – che negli anni 70 poteva essere intorno alle 200.000 lire – era sicuramente superiore a quello di un giovane ingengnere alle prime armi.

poi negli anni le banche hanno mostrato anche i loro lati meno edificanti, qualcuna addirittura e’ fallita… cosa impensabile … e ovviamente si e’ scoperto come le conseguenze dei dissesti finanziari di un istituto di credito possano essere devastanti.

Ma cio’ aveva lasciato il segno in quanto era stata minata la fiducia popolare verso le banche e quindi anche chi lavorava all’interno di tali organizzazioni non era piu’ considerato infallibile o di un altro mondo come prima avveniva.

Poi sono iniziate le ristrutturazioni, le fusioni, le aggregazioni, i raggruppamenti, …. tutti con grandi sacrifici a carico dei dipendenti che si sono visti sottrarre ogni volta un po’ di quella sicurezza che era stata il motivo per cui erano entrati in banca.

Questi processi venivano portati avanti all’insegna della globalizzazione, e sull’altare di questa ‘globalizzazione’ di cui tutti parlavano e parlano, sono stati sacrificati nomi prestigiosi di Istituti che hanno fatto grande il nostro Paese: la Banca Commerciale Italiana, la Cariplo, il Credito Italiano…. tutte sparite o meglio fagocitate da anonimi gruppi che ‘modernizzandone’ le strutture ed efficentandole le hanno spersonalizzate facendo perdere le tracce. ed ora abbiamo Capitalia, Intesa Sanpaolo che, pur essendo ai vertici della classifica delle grandi banche europee, sono pressocche’ sconosciute!

Chi scrive non e’ un nostalgico del tempo che fu, ma solo vede, con rammarico, perse delle competenze, delle esperienze e dei valori che forse andavano conservati.

Insieme all’efficentamento e nell’ottica del risparmio dei costi che inevitabilmente le aggregazioni portano con se’ (e diciamolo pure che e’ il vero motore che le anima) la crescita professionale non e’ stata la cosa piu’ tenuta in considerazione. Anzi…

In realta’ il concetto di razionalizzazione e di efficentamento, che normalmente sono competenze ed expertise che albergano nelle valigette ventiquattrore dei consulenti di McKinsey, Accenture o altre, si possono sintetizzare in un semplice concetto: far svolgere il medesimo lavoro nel minor tempo possibile ed al costo piu’ basso.

Il mezzo piu’ adatto per conseguire il risultato appena accennato e’ quello di ‘standardizzare’ i processi e per usare una metafora e usando un termine preso a prestito dall’industria dell’auto (che questi concetti ha conosciuto e messi a profitto per prima) impostare un processo a ‘catena di montaggio’.

Questo consente di risparmiare sui tempi, ma anche di abbassare la necessita’ di personale esperto perche’ non occorre esperienza per premere pulsanti o avviare programmi che sulla base di parametri prestabiliti prevedono risposte prestabilite.

…e’ un bel quadretto!

ed in questo quadretto,  alla meritocrazia, alla professionalita’ ed alle aspettative in termini di percorsi di carriera viene riservato solo un angolino in basso a destra e magari poi non si vede neppure perche’ ci metton su il bollino col n. di catalogo del quadro!!

La verita’ e’ semplice: per poter fare il direttore di una piccola o media filiale non servono molte qualita’ o comunque non e’ necessario aver maturato esperienza sul campo, perche’ non ci sarebbe neppure la possibilita’ di metterla in pratica.

I programmi utilizzati per la concessione prestiti e finanziamenti, per esempio, sono spesso in versione prospetto-tipo-quiz da crocettare e poi il computer decide se il richiedente ha o meno i requisiti per poterli rimborsare e ne determina l’ammontare massimo erogabile.

Beh effettivamente anch’io non pagherei un ingegnere edile per farmi mettere le piastrelle del bagno!!!

Ma infine qual’e’ lo stipendio di un impiegato con 4-5 anni di anzianita’ che non sia figlio di questo o quel politico o che non ricopra ruoli particolari per meriti particolari …. ?

intorno ai 1.200 – 1.400 euro al mese.

che anche se non sono da disdegnare non possono far impazzire dall’entusiasmo.

Va detto anche che di questi tempi molte banche assumono solo con Contratti a tempo determinato e talvolta a 3 anni!  e lo stipendio base e’ un po’ piu’ bassino. Altro che posto fisso!

DA PECHINO – SOLIDARIETA’ PER IL TIBET

DA PECHINO SOLIDARIETA’ PER IL TIBET

Dopo la conclusione dei Giochi il tema dei diritti umani in particolare per quanto attiene la solidarieta’ al DALAI LAMA e al TIBET, si riappropria del suo giusto ruolo di importanza primaria.

Ha cominciato  il pugile casertano, Clemente Russo, seguito da Josefa Idem che dopo la premiazione per le loro medaglie hanno manifestato il loro appoggio al Tibet e al Dalai Lama, ricordando alla politica le proprie responsabilità.

E a loro si e’ aggiunto anche il canoista Antonio Rossi, portabandiera della squadra azzurra a Pechino.

«Quando il Dalai Lama viene in Europa i capi di Stato si rifiutano di riceverlo, ma poi chiedono a noi atleti di fare quello che non riesce a fare la diplomazia internazionale» con queste parole la medaglia argento nella canoa, Josefa Idem ha donato il suo body olimpico al Dalai Lama.

Antonio Rossi ha detto: «Partecipo volentieri a questa campagna.Prima di partire sono stato sensibile, ma sono dell’opinione che durante i giochi bisogna fare gli atleti. Prima e dopo, però, dobbiamo essere sensibili a questi temi. Donerò certamente il mio body al Dalai Lama»

Anche Margherita Granbassi, fiorettista che ha portato a casa due medaglie di bronzo, aveva spiegato la sua posizione riguardo al problema di esporre il proprio pensiero sui dirittti umani durante le Olimpiadi, ed ha trovato un gran seguito.  Aveva detto: «Invito gli atleti a fare la loro gara e   solodopo manifestare a favore del popolo tibetano. Io donerò la mia maschera. La stessa maschera che mi ha protetto a Pechino vorrei potesse servire a lui per proteggere il suo popolo»

INTERCETTAZIONI

berlusconi intercettazioniTutti avevamo pianificato la nostra serata del 3 luglio in base al programmato evento mediatico che dava Berlusconi da Mentana a Matrix ………………..e invece niente.    Il Presidente ha riconsiderato la sua partecipazione al programma televisivo giudicandola non opportuna in questo momento.

Ovviamente cio’ non ha fatto altro che alimentare le polemiche.

Eh si….io non mi meraviglio del fatto che Silvio Berlusconi cerchi di nascondere i suoi interessi privati, sia che si tratti di affari economici sia che si tratti di presunti intrallazzi amorosi, lo ritengo normale. Magari non del tutto ortodosso per un uomo pubblico, ma certamente condivisibile sul piano umano.

Posso anche arrivare a capire che in questo atteggiamento ‘poco aperto e trasparente’ sia appoggiato dai suoi alleati di partito o di coalizione o di Governo. Tutto sommato sono dalla stessa parte, ed un certo spirito di cameratismo e’ comprensibile e forse anche un po’ persino positivo.

Quello che proprio mi va di traverso, facendomi lo stesso effetto di bere un caffe’ con dentro un limone spremuto e’ il fatto che tutto questo gli venga in fondo consentito dall’opposizione che non si spinge oltre uno stizzito disappunto di facciata.

Bene ha fatto Donadi capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori a fare il paragone con la vicenda che ha Clintonvisto qualche anno fa il Presidente degli Stati Uniti indagato per fatti strettamente personali e sicuramente privati. Il diritto degli elettori di avere un continuo controllo sul loro eletto dovrebbe prevalere su uno stantio e mal interpretato concetto di privacy. Certo che abbiamo da imparare ancora molto in materia di democrazia: nel caso di Clinton quello che non e’ andato giu’ agli americani non e’ stato il fatto che il loro Presidente avesse un’amante, bensì il fatto che avesse mentito loro negando i fatti e venendo quindi meno al rapporto di fiducia!     Certo che noi siamo lontani anni luce!!!

Ho sentito un tramviere oggi in centro Milano affermare soavemente (e saggiamente) che solo chi ha da temere qualcosa teme la pubblicità.

Vero! infatti quello che veramente fa pensare e’ come sia possibile che qualcuno persegua i propri interessi privati usando i poteri messigli nella mani dai suoi stessi elettori! … e tutti stanno a guardare!

Tornando allo strumento delle intercettazioni telefoniche, che tanto ha reso in termini di indagini, e’ innegabile che vi siano aspetti che necessitano di una piu’ moderna ed efficace regolamentazione, primo tra tutti l’illegalita’ della loro pubblicazione sui mezzi d’informazione, quando utilizzate a fini investigativi e prima della conclusione delle indagini.

Invece sembra che per l’incapacità di far osservare la legge (perche’ esiste la possibilità di agire in giudizio contro chi dovesse ledere i nostri diritti diffondendo notizie false o tendenziose), si preferisca eliminare il problema ignorando i danni collaterali che cio’ potrebbe comportare.

FUSIONI DELLE BANCHE

fusioni delle bancheIl processo che viene considerato inevitabile, necessario e da alcuni vantaggioso, di accorpamento in atto nel nostro Paese sta mettendo in evidenza alcuni fattori che i piu’ prestigiosi studi di consulenza da Accenture a KPMG etc non avevano considerato: l’Italia non  e’ come Gli U.S. o l’Inghilterra o la Francia e neppure la Germania. L’Italia e’ il Paese dove le banche sono nate, quando altrove si azzuffavano per i loro bisogni primordiali e dove tramandavano le tradizioni oralmente!

Siamo il Paese della Banca Commerciale Italiana (la glorioso e scomparsa COMIT!), della CARIPLO (la piu’ grande cassa di risparmio del mondo, anch’essa scomparsa!), del Credito Italiano, del Monte dei Paschi di Siena.  Oggi oltre a quest’ultima che e’ -per ora- sopravvissuta, abbiamo una anonima Intesa Sanpaolo nata da una fusione plurima la cui fine non si e’ ancora vista! ed altre due o tre realta’ dello stesso tipo, che non sono piu’ le banche di una volta e non sono ancora presenze sentite e significative in Europa.

In Italia fare banca non significa avere un negozio che invece di caramelle vende o compra denaro.   Fare banca in Italia significa, anzi significava, entrare nelle case, diventare partner, soci delle persone, essere non ‘consulenti’, ma ‘consiglieri’ che e’ tutta un’altra cosa. Insomma, con tutti i difetti che innegabilmente il sistema bancario italiano aveva, la banca in Italia ha svolto un ruolo importante e quando l’attivita’ veniva svolta con senso di responsabilita’ e professionalità (cosa molto piu’ frequente di quanto non si voglia far credere) esso ha aiutato la crescita economica soprattutto dal dopoguerra fino alla fine degli anni ottanta.

Dopo di allora questo patrimonio di conoscenze, di esperienze e di umanita’ e’ stato inutilmente sperperato, disperso in nome di una redditivita’ che poi forse non e’ neppure tanto redditizia.

Provate a sottoporre ad uno dei famosi ‘Consulenti’  il seguente intervento e avrete la prova che ormai questa e’ la direzione imboccata e che di qui non se ne uscira’ facilmente.

Se prendiamo per esempio una Filiale di provincia con trenta dipendenti che produce un profitto annuo netto, diciamo di un milione e mezzo di euro.

Riorganizziamo razionalizzandoli tutti i processi operativi.   Sostituiamo 5 impiegati allo sportello con una Teller Machine (una specie di macchina tuttofare che automaticamente riceve versamenti, consente prelievi di contante e prenotazione di servizi vari);   poi anziche’ eseguire le operazioni nel retrosportello inviamo tutti gli ordini da processare ad un centro di servizi esterno (in gergo ‘esternalizziamo’) e così facendo eliminiamo altri 10 impiegati e 3 commessi.

Infine con un’azione mirata cerchiamo di diffondere tra la nostra clientela l’utilizzo degli Home Banking (che tradotto in parole povere significa che il cliente fa lui, a casa sua, col suo PC e la sua corrente elettrica ed il suo tempo, quello che prima faceva la banca e in piu’ paga) riusciamo a ridurre di altre 5 unita’ il personale della nostra Filiale.

A conti fatti perderemo sì qualche cliente insoddisfatto, pero’ abbiamo ridotto il personale da 30 a 7 ed inoltre visto che la Filiale e’ diventata una piccola Agenzia anche per i vari ruoli come Direttore, Vice, Capo Contabile, non saranno piu’ necessarie risorse esperte e… costose.

A fine anno avremo piu’ o meno lo stesso risultato economico, ma lo avremo ottenuto con meno di un quarto del personale e quindi con risultato procapite decisamente piu’ performante (cosa che peraltro piace molto ai vertici per ‘motivi di stock options’!!!)

Grandioso!

bancaMa, … e gli altri 23 dipendenti che, forse e’ il caso ogni tanto di ricordarlo, sono persone con famiglia, figli e tutto quanto e’ necessario per essere anche consumatori, che fine avranno fatto?    Nessun problema, vengono spostati di qua e di la’ e alla prima occasione li rottamiamo, proprio come si fa con le auto!  e se poi abbiamo sbagliato qualche calcolo e ci occorre assumere, ci sono i contratti a tempo determinato (in banca vanno per la maggiore quelli di 3 anni!!) e magari come apprendistato costano ancora meno.

Beh certo la clientela non puo’ pretendere che le si faccia anche da consiglieri o consulenti.

Forse qualcosa va ripensata!