FORTIS UNICREDIT - LA CRISI FINANZIARIA DOPO WALL STREET ARRIVA IN EUROPA

FORTIS UNICREDIT - LA CRISI FINANZIARIA DOPO WALL STREET ARRIVA IN EUROPA

Come era facilmente prevedibile gli effetti della crisi finanziaria di Wall Street si stanno gradualmente facendo sentire anche sulla vecchia Europa.
Mentre al di qua’ dell’Atlantico si osservava con un certo distacco i fallimenti (Lehman) ed i vari salvataggi (AIG, Merril Lynch etc), la crisi cominciava a manifestarsi anche da noi.

Cosi’ dopo un periodo in cui sono alternate notizie e smentite, il gruppo Fortis non puo’ fare a meno di dover ricorrere all’aiuto del Governo per cercare di fronteggiare una carenza di liquidita’ drammatica ed irreversibile.

Cosi’ anche il gioiello della finanza del Benelux, viene sostenuto  con oltre  11  miliardi di euro con un’azione congiunta di salvataggio delle banche centrali di Belgio, Olanda e Lussemburgo evitando al mondo finanziario europeo un dissesto che avrebbe innescato un pericoloso effetto domino dalle conseguenze disastrose e diventando di fatto azionisti di maggioranza relativa della Banca con il 49%.

Comunque la suspense sui mercati continua: dopo un lunedi nero caratterizzato da incertezze e volatilita’ anche oggi c’e’ stata una situazione di tensione sui mercati in particolare sui titoli bancari, con UNICREDIT che e’ stato sospeso per il secondo giorno consecutivo per eccesso di ribasso travolto da una marea di vendite che l’ha fatto precipitare a -12% e questo risultato appare ancor piu’ negativo in presenza di un indice di mercato che perde solo 0,56%

Forse le parole di Alessandro Profumo Ceo di Unicredit non hanno troppo convinto sullo stato di salute della Banca ed anzi sono ricorrenti le voci su un possibile avvicendamento al vertice contribuendo ad aggiungere instabilita’ e incertezza ad una situazione gia’ di per se’ poco rassicurante.

Nei giorni scorsi Profumo aveva infatti dichiarato che c’era stata una ’sottoperformance’ dei titoli esposti al mercato tedesco e all’Est Europa, ma che non sono previsti rischi specifici per Unicredit.

Intanto sul fronte americano il Presidente George Bush ha tentato nuovamente di far approvare al Senato il suo piano di salvataggio di 700 miliardi di dollari a favore delle banche che era stato bocciato alla Camera dei Rappresentanti.

La manovra al di la’ della convenienza economico sociale, deve purtroppo fare i conti con le imminenti elezioni e quindi si sta lavorando per introdurre modifiche normative al fine di conquistare il consenso dei deputati reticenti mirando a ripristinare la fiducia nel sistema bancario Usa.

La Camera aveva respinto lunedì la proposta con 228 voti contro 205 a favore e l’indice Dow Jones ha reagito con un crollo senza precedenti perdendo quasi 800 punti, polverizzando in un attimo oltre un miliardo di dollari.

Intanto sta aumentando nell’opinione pubblica un sentimento di indignazione verso Wall Street e verso un Presidente che sino a poco tempo fa non riconosceva neppure l’esistenza della crisi economica ed infine nei confronti dei top manager che hanno indubbiamente giocato un ruolo determinante nel creare la situazione in atto.