IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

Fannie Mae e Freddie Mac sono i due maggiori Istituti Finanziari specializzati nel settore immobiliare e sono le due banche che in questi ultimi tempi hanno fatto dormire sonni poco tranquilli a Bernanke dopo che nell’agosto dello scorso anno la bolla dei mutui subprime, quei mutui concessi cioe’ alle categorie meno abbienti, aveva fatto temere per la solidita’ dell’economia dell’intero Paese.

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

In pratica le due banche nate per valorizzare e dare un impulso al mercato dei titoli legati ai mutui immobiliari, avevano fatto fin troppo bene il loro lavoro e quando ha cominciato ad emergere lo stato di difficolta’ delle famiglie e si era profilata la possibilita’ che i finanziamenti concessi potessero non essere rimborsati, le due banche furono travolte dalla crisi innescando una spirale di sfiducia degli investitori.

Il liberismo americano ieri ha subito un grave colpo quando il Presidente Bush accoglieva la richiesta del Ministro del tesoro americano Henry Paulson di nazionalizzare le due banche salvandole dal fallimento.

Immediata la reazione dei mercati finanziari che hanno salutato la piu’ grande nazionalizzazione della storia americana con rialzi su tutte le borse. Il placet del presidente della Federal Reserve oltre che la scontata approvazione dei due candidati alla Casa Bianca Barack Obama e John McCain e di molte personalita’ sia americane che europee ed asiatiche che hanno visto nella coraggiosa iniziativa un tentativo di arginare una tendenza che avrebbe provocato seri danni alle economie di tutto il mondo.

Solo i liberisti piu’ ortodossi hanno visto un cedimento della linea di fermezza che non consente deroghe alla ferrea legge del mercato. Ma il liberismo forse non deve essere piu’ inteso in senso troppo rigoroso e avulso dai contesti economici in cui si opera.

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

IL GOVERNO USA SALVA FANNIE MAE E FREDDIE MAC

Vale la pena a questo proposito considerare che la spesa di 200 miliardi di dollari che questa operazione costera’ per quanto ingente risulta senz’altro inferiore ai costi che un fragoroso fallimento avrebbe comportato per l’economia americana.

Rimane da fare la considerazione che questo intervento puo’ costituire un precedente al quale non sara’ improbabile che altri settori dell’economia americana potranno guardare, si pensi all’industria dell’auto che viene considerata strategica per il Paese e che potrebbe chiedere di godere dello stesso trattamento che il Governo ha riservato agli istituti finanziari.