intesa sanpaolo, migrazione difficile

INTESA SANPAOLO, Migrazione difficile

A meta’ luglio si e’ conclusa in modo decisamente sofferto la cosiddetta migrazione informatica di Intesa Sanpaolo.

La tanto sbandierata maxi-fusione che ha visto BANCA INTESA unirsi in matrimonio combinato con un SANPAOLO IMI, sposo poco convinto, aveva gia’ manifestato i primi sintomi di una scarsa preparazione e di un approssimativo programma di fusione nonostante gli altisonanti nomi dei consulenti.

INTESA era gia’ stata sufficientemente martoriata dalla precedente infausta fusione che aveva sacrificato sull’altare della cosiddetta globalizzazione al grido di ‘grande e’ bello!’ tre italici gioielli di famiglia come la gloriosa BANCA COMMERCIALE ITALIANA nota in tutto il mondo come COMIT , la grande CARIPLO che, per chi non lo sapesse, era la piu’ grande cassa di risparmio del mondo e un meno blasonato ma pur decoroso BANCO AMBROSIANO. Tre Banche che singolarmente avevano carattere, tradizione e competenze, ma che le iperpagate societa’ di consulenza erano riuscite a trasformare in una entita’ amorfa, senza identita’ e piena di contraddizioni.

Anche da parte SANPAOLO si arrivava da esperienze di fusione decisamente dolorose con un IMI Istituto Mobiliare che era entrato senza troppi riguardi nel mondo torinese e, si dice, ne aveva preso in mano le leve piu’ importanti.

Comunque the show must go on e quindi ecco che i bravi consulenti hanno messo insieme un altro capolavoro, cosi’ dopo aver fatto sparire Comit, Cariplo, Bav, che erano marchi noti nel mondo, ora si cerca di salvare la territorialita’, mantenendo nomi di banche secondarie, sconosciute o peggio ancora sinonimi di inefficienza.

Ma e’ mai possibile che mentre il mondo bancario si internazionalizzava, il management di Intesa puntava diritto a testa bassa sul mercato Domestico chiudendo tutte le filiali in giro per il mondo e cercando di comprare pezzi di banche sul territorio nazionale? e intanto altri gruppi piu’ lungimiranti si spartivano gli scacchieri delle piazze finanziarie piu’ interessanti.

Poi quando il management di Intesa ha alzato la testa ed ha visto che non era rimasto nulla se non l’Europa dell’Est, ha sfoderato un bel sorriso ‘ma e’ proprio quello che fa per me!’ e si e’ buttato all’acquisizione di cio’ che gli altri avevano lasciato!

Infine visto che dopo tutti gli sforzi, Intesa non era piu’ nemmeno la prima banca in Italia, e’ rimasta la sola possibilita’ di crescere dall’interno con una fusione nazionale e via con INTESA SANPAOLO. Peccato che le sovrapposizioni siano state molte, le duplicazioni anche e da qui esuberi a volonta’!

Proprio quello che ci vuole per ridurre i costi!

L’unico aspetto positivo, o uno dei pochi e’ stata la dote di Filiali estere portata da Sanpaolo, che ha un po’ ripristinato la rete estera che era stata praticamente annullata o quasi in Intesa.

Ed ora veniamo ai primi risultati. I due colossi ovviamente avevano due sistemi informatici diversi e, guarda caso incompatibili, così dopo una prima fase di coesistenza terribile si e’ dovuto necessariamente procedere all’unificazione: la mitica migrazione informatica.

Ci sono alcuni clienti che solo a nominargliela gli si provoca un attacco di ansia!

La scelta del sistema IT e’ stata fatta, non tanto scegliendo il migliore, ma con ferrea logica economica quello per il quale erano stati fatti investimenti recenti e quindi quello di Sanpaolo che a Moncalieri aveva il suo Centro Contabile moderno ed efficiente. Efficiente si, ma quando la banca era quella per la quale era stato progettato, cioe’ una banca nella quale il lavoro era parcellizzato in mille spezzettature e ogni persona svolgeva una piccola parte di esso.

Ora grazie alle frotte di esuberi - anche sulle modalita’ di queste procedure ci sarebbe da spendere qualche parola, ma lo faremo piu’ avanti! - in ogni comparto si registrano carenze di personale che determinano sacche di inefficenza, insofferenza da parte dei superstiti, scarsa disponibilita’ ad ascoltare le frequenti lamentele della clientela esasperata dalla lentezza estenuante delle procedure, dai ritardi, dai flussi telematici smarriti, dagli stipendi non accreditati e dalle risposte evasive. …Ed il ciclo si ripete, perche’ non si sa piu’ se tutto cio’ sia un effetto o una causa!.