LHC – ALLA RICERCA DEL BOSONE

LHC – ALLA RICERCA DEL BOSONE

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A 100 metri di profondita’ nel sottosuolo vicino a Ginevra c’e’ un impianto avveniristico costato 10 anni di lavoro per piu’ di 5.000 scienziati di 50 paesi.   Si tratta dell’ LHCLARGE HADRON COLLIDER del CERN Centro Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra, il piu’ grande acceleratore di particelle esistente al mondo.

Ormai e’ in fase di completamento il montaggio delle ultime componenti del grande anello lungo 27 km che lo compone dove oggi si dara’ l’avvio al il piu’ grande esperimento della storia.

Il progetto, approvato nel 1996 dalla Comunita’ Europea con un budget di oltre 6 miliardi di euro, comprende 4 principali esperimenti denominati ATLAS (A Toroidal Lhc ApparatuS), CMS (Compact Muon Solenoid) LHCB e ALICE (A Large Ion Collider Experiment).

Come detto l’impianto e’ costituito da due tubi lunghi 27 km nei quali verranno lanciati fasci di particelle che verranno accelerate nelle due opposte direzioni e che entreranno in collisione in quattro ‘rilevatori’ (sorta di giganteschi cilindri nei quali verranno studiati gli effetti degli esperimenti spra citati).

I primi due dovrebbero consentire di ottenere molte informazioni sul BOSONE di Higgs detto ‘la particella di Dio’ la cui esistenza e’ stata solo ipotizzata per poter spiegare la massa della materia. Oltre a cio’ dovrebbero fornire notizie sulla ‘materia oscura‘ di cui e’ composto gran parte dell’universo e infine perche’, per quanto ne sappiamo la materia prevalga sull’antimateria. Il rilevatore Atlas e’ un cilindro alto come un palazzo di 8 piani e largo 46 metri ed e’ stato finanziato anche dal Istituto Nazionale Fisica Nucleare italiano, mentre il rilevatore CMS e’ alto 15 metri largo 21 e del peso di 12.500 tonnellate.

Gli esperimenti del rilevatore LHCB consentiranno di approfondire la natura e le differenze tra materia e antimateria ed infine nel rilevatore ALICE si studiera la natura della materia nei primi istanti successivi al Big Bang.

Il 2 settembre anche la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha dato il via libera all’esperimento che prendera’ il via oggi, dopo le accuse di un gruppo di scienziati che aveva chiesto il blocco adducendo la violazione di articoli comunitari di protezione dei diritti alla vita privata e familiare.

In sostanza questi studiosi sostengono che l’esperimento possa provocare la creazione di un ‘buco nero’ che potrebbe risucchiare il pianeta.

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