CRISI DELLE BANCHE

Ma siamo sicuri che ormai la crisi delle Banche in Italia sia finita? che la crisi del credito innescata dai mutui subprime americani abbia terminato di seminare sfiducia nei risparmiatori italiani?

Un mese fa Warren Buffett, personaggio di spicco del mondo finanziario statunitense diceva che ‘il peggio e’ ormai passato a Wall Street‘. Invece, dopo il maxi aumento di 6 mld di dollari che insieme alla vendita di assets per raccogliere liquidita’ messe in atto da Lehman Brothers, qualche giorno fa anche Merrill Lynch sembra intenzionata a cedere la sua partecipazione in Bloomberg per raccogliere fondi.

Ormai e’ uno stillicidio di notizie che dopo lo scoppio della crisi dei mutui americani lo scorso agosto ha determinato una caduta del valore delle principali banche internazionali, sia in Amercica che in Europa ed in Asia che si sono deprezzate mediamente del 30% sulle varie borse.

Anche in Europa la situazione non e’ migliore. Barclays e Royal Bank of Scotland hanno perso in un mese tra il 30 ed il 38%, UBS , Intesa Sanpaolo e Unicredit un po’ meno.

Tutto cio’ contribuisce a mantenere un clima di incertezza sui mercati e qualcuno sostiene che una eventuale riduzione dei valori immobiliari potrebbe determinare un ulteriore peggioramento.

ITALIA. CRESCITA O STAGNAZIONE?

italia crescita o stagnazioneTutti gli indicatori fanno presagire un periodo nero per il nostro Paese, sicuramente meno brillante degli altri in Eurolandia. A Bruxelles anche le piu’ rosee aspettative non vanno oltre una crescita prossima allo zero. Solo il Governo e pochi osservatori ipotizzano la possibilita’ di conseguire una crescita intorno all’ 1% puntando su una concomitanza di fattori favorevoli che, per la verita’, ai piu’ sembra un po’ troppo ottimistica. Innanzi tutto l’aspettativa che la fase di riduzione dei tassi Usa sia giunta ormai al termine e quindi che la conseguente ripresa di valore del biglietto verde finirebbe per favorire la riapertura dei mercati americani alle nostre esportazioni. La convinzione che la nostra industria, che durante questa fase si e’ rivolta ai mercati asiatici, si sia nel frattempo anche rafforzata e sia ora pronta a riaffermare la sua potenzialita’ ed infine la determinazione dimostrata in questo avvio di legislatura che, Berlusconi in testa, sembra aver imboccato la giusta direzione per il risanamento dell’economia.

In realta’ a questa visione ottimistica fa contrappunto una previsione piu’ cauta che vede in alcuni fattori che incombono minacciosi sulle nostre teste il preludio ad un marcato peggioramento delle prospettive. In particolare la dinamica dei prezzi al consumo che sembra non doversi arrestare e che potrebbe innescare una pericolosa e temuta spirale inflazionistica e la crisi del credito che sta imperversando in tutta l’Area Euro, dopo aver creato non pochi problemi oltreoceano. Su questo aspetto verosimilmente le conseguenze si faranno sentire anche per lunghi periodi vanificando gli sforzi, anche dolorosi, che alcuni grossi organismi finanziari hanno fatto anche nel recente passato per far pulizia nei propri bilanci.

In sostanza ci sarebbero le premesse e le possibilita’ concrete per assistere ad un tentativo di non rimanere troppo indietro rispetto ai nostri partners europei (ricordiamo che la crescita media dovrebbe essere intorno al 1,5%) e tali potenzialita’ consistono soprattutto nella capacita’ di spesa della gente, che a sua volta e’ strettamente connessa a quanto lo Stato lascera’ loro nelle tasche dopo il prelievo fiscale. In definitiva se l’azione timidamente intrapresa dal Governo continuera’ con lo stesso vigore, potremmo anche assistere ad un certo risveglio della nostra economia.

L’Altalena del Biglietto Verde

MA PERCHE’ IL DOLLARO E’ SCESO?

Sicuramente uno dei fattori che ha determinato la spinta al ribasso delle quotazioni del dollaro va ricercato nella crescita del prezzo del petrolio che nell’arco degli ultimi 18 mesi e’ aumentato di oltre l’80% arrivando a raggiungere i 150 dollari per barile. Un altro elemento che ha agevolato l’andamento ribassista puo’ essere individuato nella dinamica dei tassi USA. La FED nel tentativo di difendere il potere d’acquisto del biglietto verde e frenare spinte inflazioniste ha continuamente tagliato i tassi di interesse fino a giungere a rendimenti prossimi al 2% scoraggiando di fatto gli investitori stranieri e accelerando il processo di ribasso.

La diminuzione della valuta americana negli ultimi 5 anni e’ stata sensibile (-50%), così come il suo deprezzamento nei confronti dell’Euro e potrebbe non essere terminata!

Molti operatori, così come molti economisti si aspettano una inversione di tendenza. A sostegno di questa convinzione (o speranza?) viene sottolineata la sottovalutazione del biglietto verde tenendo conto del suo effettivo potere d’acquisto in raffronto all’analogo potere per l’euro. Un secondo fattore che dovrebbe avvalorare questa previsione sarebbe rappresentato dal fatto che si ritiene raggiunto il livello minimo del differenziale tra tassi Usa e tassi europei. Infine ci si attende una fase che dovrebbe vedere una brusca frernata dell’econia di Eurolandia in presenza di una leggera graduale ripresa di quella americana.

Recentemente Mario Deaglio su un quotidiano asseriva che alla base dei grandi mutamenti degli equilibri del sistema economico mondiale vi sono almeno tre fattori. Il primo e’ costituito da una moltitudine di nuovi consumatori che si sta affacciando sul mercato con una domanda alimentare di base, in particolare di cereali quali non si era mai vista. Si tratta di almeno un miliardo di persone che nel breve periodo sono destinati a raddoppiare creando effetti a catena difficili da immaginare.

Un secondo aspetto e’ costituito dal fatto che da Cina, India e Sud America promana una enorme domanda di energia e di petrolio. Anche se questo stimolera’ la ricerca di nuove fonti e nuovi giacimenti, cio’ non sara’ sufficiente per limitare gli effetti che tale domanda avra’ necessariamente sui livelli dei prezzi.

Infine il dollaro sta perdendo gradualmente la sua centralita’ ed e’ sempre meno moneta esclusiva per le transazioni internazionali e come riserva di valore.

D’altra parte un’altra corrente di pensiero, sostenuta da molti analisti ed esperti dei mercati valutari sostengono invece che la crisi del dollaro stia volgendo al termine, anche se la sua ripresa sara’ molto piu’ lenta e graduale di quanto non sia stata la sua caduta.

Ancor piu’ probabili sono queste previsioni, per così dire positive, quanto piu’ si sposta in avanti l’orizzonte temporale. Un mio convincimento e’ che il corrente anno vedra’ un assestamento del rapporto euro/dollaro intorno a valori tra l’ 1,40 e l’ 1,50 e forse anche meno. Queste considerazioni si basano sulla fiducia nelle capacita’ di recupero del mercato americano. Il dollaro debole, qualcuno ha detto (ed io condivido) puo’ anche essere una buona valvola di sfogo per l’economia Usa che ne pu’ approfittare per migliorare la sua bilancia commerciale e saranno proprio gli Usa che saranno il primo Paese a ripartire, quando sara’ il momento.

Il barometro che credo possa fornire una chiave di lettura per cercare di formulare previsioni apprezzabili sull’andamento dei mercati in Eurolandia, dovrebbe proprio essere l’osservazione della risposta americana alle difficolta’ di questi prossimi mesi.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER LA FAMIGLIA

agevolazioni per la famiglia

Come risparmiare e contemporaneamente migliorare la qualita’ della vita.

La possibilita’ di detrazione dall’IRPEF delle spese sostenute per migliorare il risparmio energetico e’ stata prorogata fino al 2010.

In sostanza sono consentite agevolazioni fiscali che consistono nella possibilità di detrarre fino al 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica di edifici esistenti fino a un massimo di € 100.000; per la coibentazione (installazione o rinnovamento di finestre o  pareti) fino ad un valore massimo di €60.000; per l’installazione di pannelli solari fino ad un massimo di € 60.000; per nuovi impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore fino ad un massimo di € 30.000.

Tutte le detrazioni vanno ripartite in almeno tre e massimo 10 rate annuali (a giudizio del contribuente che deve esprimerlo in sede di richiesta). Il pagamento delle spese deve avvenire con bonifico bancario o postale e, salvo che per le sostituzioni di porte e finestre, occorre la certificazione energetica da consegnare all’ENEA.

E’ inoltre possibile detrarre dall’IRPEF il 19% degli oneri, da calcolarsi su un ammontare massimo di € 1.000 sostenuti per il pagamento delle commissioni di intermediazione immobiliare.

In campo energetico e’ infatti da tempo in corso una campagna per il risparmio energetico e la razionalizzazione delle abitazioni mediante la coibentazione o il cambio di elettrodomestici obsoleti. Tale campagna avviata negli anni scorsi anche quest’anno prosegue.   Così e’ possibile ottenere una detrazione pari al 20% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di € 200 per la sostituzione di un apparecchio refrigeratore (occorre presentare la fattura o scontrino recante i dati identificativi dell’acquirente , la classe energetica > di A+ e la data di acquisto oltre alla autocertificazione da cui risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito e le modalita’ di smaltimento).

La Finanziaria 2008 ha anche introdotto la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi ‘di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale’ fino ad un massimo di € 250 per un importo detraibile in valore assoluto pari a €47,50 (ovviamente a condizione che non siano state gia’ oggetto di detrazione ad altro titolo). Ovviamente non deve trattarsi di utilizzo occasionale ed episodico dei mezzi pubblici.

Dal 2007 e’ anche possibile detrarre il 19% su un importo massimo di € 210 per ogni ragazzo di età tra i 5 e i 18 anni (figlio o equiparato) per le spese sostenute per l’iscrizione e l’utilizzo di impianti e di strutture sportive.

Detrazione fino al massimo di € 500 pari al 19% del canone di locazione fino a € 2.633 per studenti iscritti a corsi universitari in città che distano almeno 100 km da quella di residenza.

E’ stata anche estesa agli anni 2008, 2009, 2010 l’agevolazioni per ristrutturazioni edilizie per interventi volti al recupero di parti comuni di edifici residenziali o interventi su singole abitazioni.

L’importo massimo detraibile e’ di € 48.000 pari al 36% delle spese effettivamente sostenute e documentabili. Tale ammontare e’ inteso per singola unità; deve essere ripartito in 10 anni (per i contribuenti di 75 e 80 anni l’ammontare puo’ essere ripartito rispettivamente in 5 e 3 anni).      L’elenco dei lavori interessati dalle agevolazioni e’ quello riportato nell’art. 3 del T.U. approvato con D.P.R. 6/6/2001 n.380

Oltre all’agevolazione sopra indicata e’ prevista anche l’applicazione di un’aliquota I.V.A. agevolata del 10% sulle prestazioni di servizi connessi agli interventi edilizi.

E’ inoltre possibile fruire delle agevolazioni anche per l’acquisto di abitazioni ristrutturate da imprese edili (36% del 25% del prezzo di acquisto sino ad un massimo di € 48.000) a condizione che l’edificio sia totalmente ristrutturato , che i lavori siano stati eseguiti tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2010 ed il rogito avvenga entro il 30 giugno 2011.